Penny Dreadful: la deliziosa e rinfrescante “new wave” dell’horror

Qual è il tipo di horror più efficace? Di norma la risposta è di natura puramente empirica: l’horror più efficace è quello che ci fa saltare sulla sedia. Quello che ci fa salire l’impulso incontrollabile di accendere tutte le luci e fare un giro di perlustrazione della casa armati di mazza da baseball, taser, acqua santa o proiettili d’argento a seconda dei casi. Ma quale tipologia di horror, oggi, raggiunge di più – e meglio – questo obiettivo? È forse l’horror “realistico” a base di psicopatici e serial killer, spesso tratto da sanguinosi fatti di cronaca; o si tratta invece dell’horror soprannaturale che attinge a leggende urbane e tipiche “storie da campeggio” per farci tremare con racconti di fantasmi, apparizioni demoniache, case infestate e inquietanti premonizioni di morte? Ognuno, ça va sans dire, ha la sua preferenza.

Penny Dreadful: la deliziosa e rinfrescante "new wave" dell'horror Penny Dreadful Keyart 01  1Ma oggi, una tipologia di horror che si sta imponendo all’attenzione generale riscuotendo importanti successi a livello di share e incassi è quella che mixa abilmente questi due registri – il crudo realismo cronachistico da squadra omicidi e la fantasia dark-horror a carattere soprannaturale – calandoli in una narrazione verosimile, particolareggiata, “adulta” e curata in ogni dettaglio. A offrirne un esempio lampante è la serie del momento – ahimè ancora inedita in Italia – Penny Dreadful. Il titolo è già tutto un programma. I penny dreadful erano infatti le storie “a episodi” molto diffuse nella stampa periodica dell’800 e che attraverso un sensazionalismo narrativo basato su vicende paurose, truculente, morbose e disturbanti nonchè un uso massiccio di violenza grafica e stratagemmi visivi da Grand Guignol, riuscivano a calamitare l’attenzione del pubblico di massa. Gli antesignani della letteratura pulp tanto cara a Quentin Tarantino insomma.

Ed è proprio questo spirito che la serie creata da John Logan e prodotta da Sam Mendes vuole ricreare, attualizzandolo fortemente grazie a un impianto narrativo iperrealistico e molto contemporaneo, e affidandosi ad attori di grosso calibro come Josh Hartnett, Timothy Dalton, Rory Kinnear ed Eva Green (oltre all’astro emergente Harry Treadaway). Penny Dreadful: la deliziosa e rinfrescante "new wave" dell'horror pennydreadfulVa detto che Logan e Mendes hanno già alle spalle una fortunatissima collaborazione: quello Skyfall che, rastrellando critiche entusiastiche e più di un miliardo di dollari di incassi in tutto il mondo, ha consacrato definitivamente nel cuore degli appassionati di cinema il James Bond scolpito nei tratti spigolosi e metallici di Daniel Craig. Con Penny Dreadful, Logan e Mendes hanno saccheggiato la letteratura horror victoriana – da Mary Shelley a Bram Stoker – per farne rivivere i protagonisti in un contesto che, ci ha tenuto a precisare John Logan, è molto realistico: “tutti i personaggi appaiono in forma umana nella Londra di fine secolo”.

Dallo scienziato rianima-morti Victor Frankenstein all’intrepido esploratore Malcom Murray, dall’aristocratico seduttore Dorian Gray all’enigmatica Vanessa Ives, Penny Dreadful combina icone della storia della letteratura a personaggi inediti. E mette in campo ad alti livelli quella formula, basata sulla reintepretazione in chiave ultrapop di classici dell’immaginario finzionale collettivo, di cui abbiamo già visto interessanti esperimenti nella narrativa degli ultimi anni, basti pensare alle due mashup novel Orgoglio e pregiudizio e zombie e Abraham Lincoln: Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith. Il risultato è una straordinaria esplosione di suggestioni gotiche, citazioni horror, atmosfere mystery, progressioni thriller, stilettate di black humor e scenografie vittoriane miscelate insieme in un cocktail incredibilmente fresco, moderno e irresistibile. Ed è la conferma che, da Lost ad American Horror Story, le serie tv, molto più che il cinema, sono il vero polmone creativo dell’intrattenimento.

Comments

comments

Leave a Reply