Session 9 è come il Lambrusco

La paura è un concetto relativo. Ecco perchè una conversazione sui film dell’orrore a volte assomiglia a una dissertazione sui vini pregiati. Nomi sparati a caso solo per fare i fighi, terminologia complicata usata in modo paramasturbatorio e pretese di ricavare da qualsiasi film – anche dal più rozzo slasher senza arte nè parte – una raffinata analisi etico-morale della società in cui viviamo. Session 9 è come il Lambrusco keep calm and drink lambruscoPer questo quando si ha un film come Session 9, è sempre un piacere. Session 9 è un pò come il Lambrusco: molto pop ma anche raffinato, capace di stare con la stessa disinvoltura sulla tavola di un’osteria e nella cantina di un ristorante stellato. Versatile e dinamico insomma. Giovane e spregiudicato.

Session 9 fa molta paura ma lo fa con classe e stile, guidato dalla mano del regista Brad Anderson che nell’ambiente horror è ormai considerato un geniaccio capace di non sputtanarsi negli anni ma anzi di continuare a plasmare la sua personalissima visione cinematografica in modo efficace e puntuale. Session 9 è come il Lambrusco Danvers e1411912067247Session 9 vi spalanca le graziose porte del Danvers State Hospital, un ospedale psichiatrico costruito nel 1874 in una zona isolata nelle campagne del Massachusetts. L’enorme edificio dallo stile vittoriano ha ospitato, prima della sua chiusura nel 1985, migliaia di pazienti affetti da terribili disturbi psichici. Perennemente afflitto da uno stato di cronica sovrappopolazione, si dice inoltre che il Danvers State Hospital sia stato il luogo di nascita della temibile pratica chirurgica denominata lobotomia prefrontale superiore.

Non poteva insomma esserci “teatro di posa” migliore dove ambientare un horror psicologico su una squadra di operai specializzati nella rimozione di amianto e altri materiali edili tossici che entrano nel Danvers State Hospital per ripulire la struttura nel tempo record di una settimana. Il contatto con l’atmosfera “malsana” dell’ospedale avrà però un effetto deleterio sul loro equilibrio psichico innescando una reazione a catena che li trascinerà in un vortice crescente di follia e violenza. Ecco, questa è la premessa di Session 9 che, dicevo, è un pò come il Lambrusco: gustoso ma non volgare, genuino ma anche raffinato, capace di mettere d’accordo sia chi adora i gusti forti e sapidi e chi invece predilige le suggestioni gustative più delicate. Godetevelo, e prima di uscire non dimenticate di ringraziare l’oste.

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