Prendi l’Oscar e scappa: il nuovo film su Steve Jobs

Gli aforismi, anche i migliori, non sempre servono davvero nella vita. Molte volte c’è il rischio di passare più tempo a leggerli (o a postarli su facebook) che a metterli in pratica, rischio ancora più accentuato se vengono da un personaggio carismatico come Steve Jobs. Ora, il buon Steve non c’è più, ma un nuovo film su di lui ha appena effettuato il decollo.

Non ci vuole un allibratore per riconoscere un film Oscar-friendly, se te lo trovi davanti. Ma, anche nel caso che il progetto giaccia ancora sulla carta, a volte i pronostici sono comunque facili. Se devo essere sincero non amo molto questa prevedibilità, che rischia di viziare alla radice il prodotto e costringerlo nelle strette e spesso prevedibili griglie dell’Academy. Ma a volte ci può essere spazio per le sorprese.

Se questo fosse solo un altro biopic, pur con l’indiscutibile vantaggio di raccontare un personaggio molto popolare, molto influente e molto contemporaneo, non ci sarebbe poi tanto da stare allegri: chi ha voglia di vedere l’ennesimo polpettone calligrafico in cui metà dello sforzo se ne va nella ricerca della somiglianza fisica?

christian-bale-american-hustle  Prendi l'Oscar e scappa: il nuovo film su Steve Jobs christian bale american hustleMa la prospettiva sembra inedita. Notoriamente, la sceneggiatura a opera di Aaron Sorkin verte su tre “atti”, tre momenti chiave, da mezz’ora l’uno, vissuti dal guru della Apple. La regia inizialmente avrebbe potuto essere di David Fincher, ma poi non se n’è fatto niente, finché non è subentrato Danny Boyle. Mutazioni interessanti, ma mancava ancora un pezzo del puzzle: Christian Bale.

L’ex Batman è stato confermato nel ruolo, e col suo ingresso questo nuovo oggetto di cinema ha preso una forma definitiva decisamente interessante. Le mie speranze ruotano quindi tutte attorno al lavoro di questo triumvirato. Veloce scorsa alle tre figure chiave in questione.

Danny Boyle – non sono un suo fan, ma in tempi recenti ci ha regalato 127 ore, ed è il tipo di regista che, probabilmente, non riesce a essere troppo formale neppure se gli dai un biopic del genere. Insomma, scongiurato il pericolo del polpettone calligrafico, e potenziale sufficiente per un approccio inedito che possa fare tesoro di uno stile a volte allucinato e intrattabile.

Aaron Sorkin – ho sempre pensato che senza di lui The Social Network non ce l’avrebbe fatta. Sorkin è uno sceneggiatore che ha un’orchestra di dialoghi in tasca, con lui un film sembra una partita a Tetris giocata con destrezza olimpionica. Certo c’è il rischio che il gusto per il ritmo si mangi la naturalezza, ma è un rischio con cui si può convivere. E poi lo script dribla già di base il classico schema biografico.

Christian Bale – a parte il prossimo Exodus, per cui non provo alcun interesse, è un attore con un curriculum impressionante, che porta serietà a pacchi in ogni progetto a cui prende parte. E anche se non farà alcuna fatica ad assumere le sembianze di Steve Jobs, possiamo stare certi che il piatto forte sarà proprio la performance nuda e cruda. E’ l’attore che tutti vorrebbero nel proprio franchise e ha anche ricevuto una prima benedizione dall’Academy con l’Oscar al miglior attore non protagonista per The Fighter. Tutto lascia pensare che i tempi siano maturi per puntare al quello per miglior protagonista. In pratica gli stanno alzando la palla sotto rete.

Se c’è un team in grado di rimescolare la brodaglia del genere biopic con successo è questo. Poche altre volte la gente giusta e il soggetto giusto si combinano in questo modo. Le riprese cominceranno entro la fine dell’anno, quindi si può supporre che l’uscita sia nel 2015.

UPDATE! Niente, a quanto pare la ruota non ha ancora finito il suo giro: Christian Bale sembra aver abbandonato il progetto, ma questo non significa che non potremo avere un grande film. Si tratta solo di vedere chi la spunterà alla fine della corsa, ma per due terzi quello che abbiamo davanti è ancora un team coi fiocchi. Staremo a vedere.

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