True Detective, vera bomba

Questa storia che nelle serie tv ormai si facciano cose migliori che al cinema non è il massimo. Sono uno che tifa ancora per la specialità del one-shot, per la capacità di aprire e chiudere un mondo nel giro di due ore, lasciando tutti soddisfatti. Tanti film ci riescono, anche se pochi appartengono al nostro presente. E poi, ecco che le serie tv si dopano di brutto e rubano la scena. Facendo finta che siano problemi fondamentali, un po’ tocca ammettere che dispiace. True Detective, però, è una di quelle cose che possono spingerti dalla parte del nemico.

Nonostante sia una serie acclamata dai più, avevo letto qualche voce dissidente a proposito di un’eccessiva e pretenziosa lentezza, sia pure avvolta in una confezione impeccabile, che in teoria doveva affossare il prodotto e renderlo ciò che una serie tv non dovrebbe mai permettersi di essere. Esatto, quella cosa lì, l’avete pensata giusto ora: una palla allucinante.

E mi dicevo “ecco, vedrai che hanno preso un canovaccio di genere (in questo caso un omicidio rituale da risolvere) e l’hanno spolpato sistematicamente fino a ricavare un bel vuoto d’autore, col terrore di sembrare, altrimenti, troppo commerciali”. Invece, stando al primo episodio, non c’è proprio nessuna lentezza, o almeno nessuna lentezza in senso dispregiativo. Forse, qualcuno aveva frainteso il titolo pensando a un action-thriller, quando trattasi più che altro di un noir. Questo spiegherebbe il malcontento di alcuni.

true  True Detective, vera bomba truePer il resto, solo gran classe in ogni comparto. A cominciare dalla scelta di lavorare sui protagonisti invece che passare il tempo ad accumulare svolte narrative, facce, nomi etc. Sono due strategie opposte, una paga e l’altra no, per un semplice motivo: se hai cura di cesellare i protagonisti con passione non hai bisogno di inventarti chissà che storie originali e intricate perché, se un personaggio è ritratto bene e ti sta a cuore, anche il fatto che si punga con uno spillo ti procurerà uno sconvolgimento da incubo. Viceversa, se sui personaggi lavori poco, per suscitare interesse non basteranno nemmeno mille colpi di scena. A chi importa di quello che succede a un fantoccio?

Superfluo ribadire le sacrosante lodi per Woody Harrelson e Matthew McConaughey. In effetti i due ci sono dentro fino alla punta delle orecchie: il primo porta carisma e simpatia, il secondo è un Oscar che cammina, beve e fuma.
Morale, True Detective ha sfoggiato uno starter di prim’ordine, che se la serie è tutta così c’è solo da leccarsi i baffi.
E poi, insomma, True Detective. Potevo anche scrivere solo il titolo, che avrebbe detto già tutto.

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