Interstellar – Recensione (per quello che è possibile)

E se Christopher Nolan fosse l’unico Kubrick possibile al giorno d’oggi? E se questa domanda fosse solo una provocazione? Non è molto originale citare Kubrick in una recensione di Interstellar. Per la verità non è molto originale neppure fare una recensione di Interstellar. Sia perché, ovviamente, tutto il mondo ne sta già parlando, sia perché, in effetti, Interstellar è uno di quei pochi film per cui fare una recensione non serve a niente. Cioè, è un’opera troppo personale e troppo universale per dare un giudizio che possa servire a qualcuno. Quindi ben vengano le coordinate minime, ma dopo ogni spettatore deve arrangiarsi, deve fare questo viaggio da solo o con chi vuole lui. Ma deve farlo. Insieme, però, possiamo dare uno sguardo alle famose coordinate.

Interstellar recensione  Interstellar - Recensione (per quello che è possibile) Interstellar recensioneInterstellar è il film di più ampio respiro di Nolan, quello che più di tutti trascende il genere, e crea una galassia esistenziale. Rappresenta inoltre il passo più deciso fuori dal seminato di tutta una filmografia contrassegnata da montaggi incalzanti e ipnotici, azione e plot twist in grado di rimescolarti il cervello nel cranio come una zuppa. Qui trionfano invece visioni maestose, lunghe scene a passo d’uomo, e pare quasi di vedere un Nolan ancora più sicuro di sé, al punto da sfidare nuovamente il grande pubblico, con strategie molto differenti da quelle di un Cavaliere Oscuro o un Inception, e così regista e spettatori, dati alla mano, realizzano un altro bel paradigma vincere/vincere.

Inutile soffermarsi sulla portata dello spettacolo, per decidere se è il vostro film o meno non vi resta che andarlo a guardare di persona, come dicevo. Dopodiché si può parlare di tutto, anche dei problemi. Ma se da un lato è vero che nel cinema del regista britannico ci sono difetti talmente consolidati da possedere ormai la green card, è anche vero che probabilmente non sono quelli di cui tutti parlano. Ad esempio, la presunta mancanza di ironia (ma perché nessuno la critica mai a un Michael Mann?) Perché il cinema di Nolan va compreso prima di essere criticato, ma per comprenderlo bisogna evitare di sminuirlo a priori.

Interstellar recensione  Interstellar - Recensione (per quello che è possibile) Interstellar recensione1A ogni modo, non so voi, ma io non ho avuto bisogno di vedere astronavi per capire che Interstellar stava per decollare e che sarebbe stato magnifico. E qui arriva la nota originale di questa recensione, dato che nessuno l’ha notata. Parlo della scena iniziale della corsa in furgone tra i campi, priva di intralci da montaggio parallelo (altro aspetto a volte problematico nei film precedenti), insistita, sublime e memorabile sintesi della complicità tra padre e figli e del senso di meraviglia dell’esplorazione, facile come un gioco, solenne come una liturgia. Tutto il film in due minuti, e quasi senza parole.

Interstellar recensione  Interstellar - Recensione (per quello che è possibile) Interstellar 67822 e1416961571596Quel furgone rapito dall’istinto predatorio e di sopravvivenza, che si precipita a caccia del drone disdegnando la strada maestra in favore di più ostiche scorciatoie, è a mio avviso la vera metafora di Interstellar e di tutto il cinema di Nolan: la gomma bucata rappresenta i difetti, tra qualche spiegone servito troppo freddo, qualche squilibrio di intensità e solidità, ma non è abbastanza per rimandare (o peggio annullare) il viaggio. In nessuno dei suoi film l’urgenza dell’avventura si era sentita così imperiosa come in quello scatto. Non c’è tempo di cambiare la ruota, è ora di partire, forse i suoi difetti lo accompagneranno sempre. Come anche le platee di mezzo mondo.

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