Le ragioni di un grande ritorno: la terza stagione di Twin Peaks

Esiste un milione di ragioni per snobbare i revival, i sequel fuori tempo massimo, le operazioni nostalgia, quando si tratta di accanirsi su storie già spolpate fino all’osso e magari richiamare in servizio attori troppo vecchi per reggere certi ruoli. La paura più grande è di ritrovarsi con esiti nefasti, che falliscono nel loro tentativo e vanno pure a sporcare la gloria del brand nelle sue incarnazioni precedenti. Conoscete bene il fenomeno, al cinema sta succedendo spesso in questi anni.

In tv è molto più raro, per non dire nullo. Non esistono serie tv che vengono riesumate dopo tanti anni di silenzio, e la scena dei nostri giorni è dominata da prodotti pensati e realizzati sotto i nostri occhi, creando nuovi miti di cui possiamo vedere l’inizio e la fine nel giro di un tempo relativamente breve, complice anche il fatto che le serie tendono ad una durata più contenuta, sia come numero di episodi che di stagioni; è il caso, T4DTWPE EC006  Le ragioni di un grande ritorno: la terza stagione di Twin Peaks kyle300tanto per scomodare due serie molto acclamate, di Breaking Bad e Mad Men. Insomma, niente che getti un ponte tra il presente e il passato, in particolare tra oggi e gli anni 80 o primi 90, epoca che invece sul grande schermo è richiamata spesso e volentieri. E quindi, anche se si vocifera qualcosa su X-Files, non sono in programma nuove stagioni di, per dire, Renegade o Baywatch. Ma esiste un’eccezione, ed è un’eccezione per cui tifare forte.

Infatti, nel 2016 sbarcherà in tv su Showtime la terza stagione di Twin Peaks. Inutile rivangare l’importanza della creatura di Mark Frost e David Lynch, vero e proprio spartiacque nel modo di intendere il racconto seriale sul piccolo schermo, giustamente uscito a cavallo tra due epoche, nel ’91, in una mirabile miscela di thriller, noir, commedia, soap, horror e chi più ne ha più ne metta, che ha segnato il periodo e proiettato un’ombra che arriva ancora fino a noi.

Da allora al momento della nuova uscita saranno passati 25 anni, che già non sono pochi, ma che sembrano anche di più se si considerano le rivoluzioni, evoluzioni e involuzioni che hanno radicalmente trasformato il nostro mondo, dal galoppo furioso della tecnologia alle guerre e alla crisi economica globale. Addirittura, nel frattempo c’è stata pure la creazione di un mondo tutto nuovo, quello virtuale. Ma Twin Peaks ha le spalle abbastanza larghe per farcela.

tumblr_lv6b9lepyy1r2ld67o1_5001  Le ragioni di un grande ritorno: la terza stagione di Twin Peaks tumblr lv6b9lepyy1r2ld67o1 5001Merito del suo status di opera tanto carismatica e innovativa quanto “sfortunata”. Già a quei tempi, diversamente da quasi ogni altra serie di successo, essa non ebbe modo di arrivare a saziare il suo pubblico, venendo interrotta appena alla seconda stagione, sabotata dalle divergenze creative tra il network e gli autori. Sapendo di essere agli sgoccioli, Frost e Lynch decisero comunque di chiudere tentando un atterraggio di fortuna con un episodio-cliffhanger tra i più spietati che si potessero immaginare, nella speranza di incoraggiare un prosieguo, che però non arrivò, condannando quindi gli spettatori, col senno di poi, a una crisi d’astinenza di un quarto di secolo.

A onor del vero, la seconda stagione, lunga quasi tre volte la prima, aveva comunque risentito di questi strappi creativi e la qualità generale ne era uscita piuttosto compromessa e discontinua. Ma questa è solo una ragione ulteriore per legittimare il grande ritorno, e i nove episodi che lo comporranno, tutti diretti da Lynch in persona, sembrano il modo e il numero giusto per riprendere il volo e giungere alla vera destinazione, che tutt’ora è ovviamente un mistero.

In più, la sorte che a quei tempi era stata così avversa sembra stavolta giocare a favore. Infatti, anche se ancora non ci sono indicazioni in merito, l’unico modo sensato di chiudere la saga è riproporre le vicende dei medesimi personaggi recuperando ciò che è successo nel frattempo e renderle centrali nella narrazione, come allora. Sappiamo che la terza stagione sarà ambientata ai giorni nostri e terrà conto del tempo reale trascorso, e che alcuni degli attori principali hanno già ufficializzato il loro rientro in campo. E sapete perché questa cosa funziona? Perché molti degli attori all’epoca erano giovani.

LauraPalmer2  Le ragioni di un grande ritorno: la terza stagione di Twin Peaks LauraPalmer2A volte molto giovani, e quindi oggi hanno ancora un’età perfetta per riprendere il ruolo. E’ il caso delle splendide fanciulle fatali che Lynch riusciva a piazzare ovunque, da Sheryl Lee/Laura Palmer/Maddy Ferguson a Madchen Amick/Shelly Johnson passando per Sherilyn Fenn/Audrey Horne; ma anche del mitico agente speciale Cooper, interpretato dal più maturo Kyle MacLachlan, che oggi ha “solo” 56 anni e ancora tutti i capelli. E così via, anche se certamente, per varie ragioni, non tutto il numeroso cast originale potrà essere coinvolto di nuovo.

Per questi motivi, uniti al fatto che Lynch e Frost sembrano avere stavolta il totale controllo creativo, questa terza stagione di Twin Peaks va più considerata come una giusta ricompensa e una dovuta riabilitazione ai creatori e ai milioni di fan, che non una furba operazione di cassetta. Sembra banale ricordarlo, perché l’hanno già fatto tutti, ma è una nota che merita: chi ha visto il serial lo sa, Laura Palmer lo aveva detto nell’ultimo episodio: “Ti vedrò ancora tra 25 anni.” Cioè proprio nel 2016. Se per caso servissero altre ragioni…

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