Unfriended, lo spaventoso horror in cui la morte corre su Skype

Unfriended, lo spaventoso horror in cui la morte corre su Skype

Ci avete fatto caso? Il 90% delle volte i protagonisti dei film dell’orrore sono giovani. Liceali, universitari, cheerleader, babysitter, atleti, celebrità in erba, buttafuori, zarri di periferia, nerd, alternativi, fighetti o fricchettoni. Sono sempre loro – con la loro voglia di esplorare il mondo, di tuffarsi a capofitto nelle situazioni e di divertirsi come matti – a cacciarsi nei guai. E a fornire a tutte le leggende urbane, a tutti i racconti dell’orrore da campeggio e a tutti i meme terrificanti diffusi sui social network la materia prima di cui hanno bisogno.

Trattando quasi esclusivamente di giovani – che sono i trendsetter per eccellenza – il cinema horror è anche puntualmente il pirimo a ironizzare, riflettere e raccontare nuovi costumi, nuove tecnologie e nuove mode che attraversano la società. Non c’è da sorprendersi dunque – e anzi, forse arriva anche con un po’ di ritardo – se sta per uscire al cinema il primo film horror girato interamente attraverso videochat di Skype. A ll’inizio degli anni 00 era stato l’horror giapponese The Call a fare il verso a quella che all’epoca era la novità tecnologica per eccellenza, il telefonino.

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The Call: telefonini mortali

Poi, più avanti, la saga di Paranormal Activity ha voluto giocare con l’ormai inarrestabile boom dei “camcorder”, videocamere piccole compatte economiche e digitali, che ci ha reso possibile riprendere e condividere ogni istante delle nostre giornate cambiando così il nostro modo di vivere e raccontare la quotidianità. Con Open Windows, il brillante regista Nacho Vigalondo ha costruito un film interamente raccontato attraverso schermate del computer.

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Smiley: un simpaticone a piede libero.

Di recente, il mediocre Smiley ha anch’esso tirato in ballo il mondo delle videochat per raccontare la storia di un mucchio di studenti svampiti e poco perspicaci terrorizzati da un mostro che si materializza durante una conversazione quando si digita sullo schermo per ben tre volte “I did it for the lulz”. Lo ha fatto però in modo convenzionale, banale, standard. Invece Unfriended, a prescindere dalla sua qualità, che potrà essere verificata soltanto al momento dell’uscita nelle sale, può già fregiarsi del primato.

Quello, per l’appunto, di essere il primo film interamente raccontato attraverso sessioni di videochat su Skype. Tutta russa la produzione del film. Finanziato dalla società moscovita Bazelevs Production, è diretto dal pressochè sconosciuto Levan Gabriadze (regista nel 2011 di una commedia romantica la cui unica nota familiare al pubblico occidentale è la partecipazione di Milla Jovovich) e supervisionato dal Timur Bekmambetov di Wanted.

Inizialmente, Unfriended doveva intitolarsi Cybernatural, ma alla fine la produzione ha optato, perlomento sul mercato USA, per il titolo attuale. Il film uscirà nelle sale a stelle e strisce il prossimo aprile, portando sullo schermo una storia di vendetta del tipo “so-cosa-hai-fatto” aggiornata secondo i lunguaggi e i canoni della generazione dei Millennials.

Eccovi, qui sotto, il trailer:

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