Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia

Se c’è una cosa che ho imparato dalla visione di Mad Max: Fury Road è quanto frivolo sia il mio preoccuparmi del senso di vertigini e del leggero svenimento che mi colgono quando vado a donare il sangue. La prima volta che l’ho fatto, pensate, ho dovuto rimanere sdraiato per 15 minuti e non mi è stato permesso di bere caffè per un’ora.

2015_mad_max_fury_road-wide  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia 2015 mad max fury road wideIl Max del titolo, d’altra parte, comincia la sua avventura nelle vesti di schiavo impiegato come sacca di sangue umana dal teppista del deserto Nux, interpretato dal Nicholas Hoult di Skins (a proposito, un consiglio a tutti i giovani attori in erba là fuori: sappiate che, per la vostra carriera attoriale, non c’è miglior trampolino di un ruolo in Skins!). Dopo essere stato pestato a dovere e marchiato come un capo di bestiame al termine di un inseguimento culminato in uno spettacolare incidente stradale, Max viene appeso a testa in giù per un po’, quindi incatenato al cofano di uno scatenato bolide hot rod fino a quando riesce a liberarsi sfondando il parabrezza e uccidendo uno degli occupanti del veicolo, per poi svenire nel bel mezzo di una tempesta di sabbia e risvegliarsi, presumibilmente molte ore dopo, ancora collegato via flebo a Nux.

Scritto e diretto da George Miller, creatore del franchise, Mad Max: Fury Road è un reboot dell’originale (datato 1979) che possiamo definire con un semplice aggettivo: fuori di testa. Dopo aver allacciato le cinture, lo spettatore si trova risucchiato per due ore in una folle corsa imbevuta di petrolio. Una giostra impazzita che ha come teatro un mondo in cui acqua e carburante sono virtualmente estinti, la schiavitù è tornata in auge più forte che mai e le quotidiane scorribande omicide sono accompagnate da enormi carri semoventi dove oltre 50 amplificatori spargono il suono di 11 chitarre fuse insieme in uno strumento poderoso e micidiale.

cinema-mad-max-fury-road-03  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia cinema mad max fury road 03Il plot narrativo, volutamente scarno per dare spazio al ritmo adrenalinico del film, ci presenta Charlize Theron come la guerriera monca Imperatrice Furiosa, condottiera del temibile “war-rig”: un tir con autocisterna velocissimo e ultracorazzato, impegnato in una missione di approvigionamento di carburante assieme alla sua brava scorta di “war boys”.

Con questo nome viene identificato l’esercito di giovani drogati, affamati di guerra e sangue, che Immortan Joe alleva in batterie per usarli come carne da cannone sempre pronta all’uso. Furiosa però, invece di ottemperare agli obiettivi prefissati, si dà alla fuga portando con sè, si scopre ben presto, le mogli-concubine del suo sanguinario capo.

La meta di questa fuga è il mitico “Posto Verde”, una sorta di Eden fiabesco che si troverebbe secondo le leggende alla fine del deserto. Nell’infernale tragitto però, inseguiti dalla carovana imbizzarrita di Immorton Joe, il convoglio fuggitivo di Furiosa imbarcherà due nuovi passeggeri: Max e Nux. E lungo la strada, a soccorrere o a tendere trappole al bizzarro equipaggio ci sarà un vero e proprio Carnevale di buoni e cattivi dai costumi elaborati e visionari.

Mad Max: Fury Road - Recensione  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia hekhd7g1ddmnboxclncmÈ facile vedere film d’azione che diventano sempre più monotoni e prevedibili perché basati sulla formula “combatti-parla-combatti-fai sesso-combatti-parla-combatti ancora più forte”. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fiacchi tentativi di radicalizzare i blockbuster, riducendone all’osso le scene di combattimento in modo da iniettare nuova linfa all’intero genere. Mad Max: Fury Road invece imbocca la direzione opposta, eliminando quasi completamente il dialogo e annullando qualsiasi tentativo di abbozzare un plot per sradicare qualsiasi tempo morto nella visione. O forse sarebbe più accurato dire che la pellicola mescola ogni cosa insieme, dando vita a un cocktail esplosivo di utopie, lanciafiamme e guerrieri suicidi ansiosi di salire alla gloria del Valhalla.

La struttura inusuale del film è controbilanciata dalla regia e dalla fotografia che appaiono rispettare canoni più rigorosi e precisi. Ma questa non va letta come una critica bensì come un’entusiastica lode agli incredibili, sgargianti paesaggi immortalati in tutta la loro gloria dal direttore della fotografia John Seale. E sarà certamente affascinante vedere la versione in bianco e nero (preferita da Miller) che sarà rilasciata assieme all’edizione blu-ray.

Il montaggio sonoro, così come il montaggio tout court, sono assolutamente di primo livello. Come quasi ogni esperienza che sia prettamente e squisitamente visiva, questo è un film che si vince o si perde già nell’angusto ma significativo perimetro della sala di montaggio.

Mad Max: Fury Road - Recensione  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia furyroad02Un plauso speciale va poi conferito al produttore che ha scelto coraggiosamente di rifiutare qualunque idea di CGI in favore di sequenze d’azione più fisiche e crudamente realistiche. In certe scene di Mad Max: Fury Road si riesce quasi ad assaporare la polvere e la sensazione brutale dell’impatto violento generato dalle auto nel momento in cui si sfracellano l’una contro l’altra.

Talmente tanta è in effetti l’azione in Mad Max: Fury Road che questo avrebbe potuto quasi essere un film muto: io per primo ho in molti casi fatto fatica a decifrare le parole degli attori, sommerse puntualmente dall’assordante colonna sonora.

A rimpiazzare la funzione del dialogo tradizionale c’è la fisicità di una tigre: quel Tom Hardy che nel corso della sua carriera si è dimostrato una straordinaria bestia da set cinematografico. E questo film deve essere un successo anche solo per questo, per permetterci di continuare ad apprezzare Hardy nel ruolo di protagonista, specialmente dopo il disastro finanziario di Child 44.

Ma nonostante Tom Hardy/Mad Max rivendichi sullo schermo un ruolo senza dubbio preponderante, il film avrebbe potuto fregiarsi, quasi più a buon diritto, del titolo Imperatrice Furiosa: Fury Road.

È infatti lei, la Furiosa messa in scena da Charlize Theron, il vero personaggio carismatico e “badass” della storia. Perfino nel poster ufficiale del film, eccola mettere in ombra Max. Per quanto sia fantastico avere una donna nel ruolo di spicco di un film d’azione, non aspettatevi una rivoluzione in termini di politiche di gender: rimarreste delusi. Basta pensare alle modelle da copertina chiamate a impersonare le “mogli” e alle “mamme allattanti” mostrate nelle scene iniziali, esempi tutt’altro che ben riusciti di messa in scena cinematografica.

Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia download 1Ma Furiosa non è certo la classica, “sfigata” comprimaria sexy. Lei è l’eroina. Rapata a zero e coperta di metallo, il suo personaggio non ha nulla del tradizionale archetipo femminile e riesce a schivare tutti gli sgradevoli commenti maschili sessisti che oggi sembrano così “inevitabili”. Vista accanto alle “mogli”, è chiarissimo il contrasto tra le due categorie, anche se poi le stesse mogli avranno modo di crescere e maturare man mano che il film entra nel vivo.

Contro ogni riserva, il ruolo di leader affidato a “Cheron” e la successiva inclusione del clan nomade di “nonne cazzute” (sicuramente la fascia demografica meno rappresentata a Hollywood) permettono a Mad Max: Fury Road di trovare una chiave di lettura convincente.

Senza dubbio, Mad Max ha fatto parecchia strada dagli anni ’80 ad oggi e Miller è riuscito a creare un mondo fantastico, pieno di colori e cultura, quasi completamente scevro di clichet e stereotipi. Un approccio rinfrescante all’intero genere che ora ci consegna il più puro e selvaggio di tutti i road movie, dotato per giunta di una certa leggerezza.

E anche se con il suo minutaggio di due ore precise, il film ti fa uscire dalla sala un po’ esausto e rintronato, l’effetto, pur non completamente piacevole, è quello di una droga che ti lascia in astinenza, affamato di più pazzia e di più Max.

Mad Max: Fury Road; a dementedly rip-roaring Australian road movie

 

mad-max-fury-road-new-trailer-has-epic-car-stunts-video-89920_1  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia mad max fury road new trailer has epic car stunts video 89920 1If there’s one thing I learnt from watching Mad Max: Fury Road it’s that I shouldn’t worry about feeling a little faint after giving blood. The first time I did it I had to lie down for 15 minutes and wasn’t allowed coffee for an hour. The titular Max on the other hand starts out as an enslaved human blood bag for wild boy Nux played by Skins’ Nicholas Hoult (to any budding young actors there can be no better career advice than getting a role in Skins).

Having been beaten and cattle branded after a car crash, Max is strung upside down for a while, then strapped to the front of a freewheeling hot rod before punching in a window, killing a guy, then passing out in the middle of a dessert storm and waking up, presumably several hours later, the whole time hooked up and pumping his blood into Nux.

Written and directed by the franchise creator George Miller, we can sum up this reboot of the 1979 original with a simple adjective: bonkers. Strapping in for a petrol-headed two hour chase movie with next to no dialogue and endless action, we are invited into the mad post apocalyptic world of Max, where water and oil have virtually run out, slavery is back and murderous rampages are accompanied by 50 foot amplifiers and multi-necked guitars cranked up to 11.

safe_image  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia safe imageBy way of light plot in order to kick-off the action we have Charlize Theron’s one-armed warrior Imperator Furiosa at the head of a war-rig leading an expedition to find gas accompanied by a troop of manic war boys. Going rogue, it turns out she’s stolen big bad boss Immorton Joe’s wives and is off across the desert in search of the mythic Eden-like ‘Green Place’, along the way picking up Max and Nux and meeting a steadily crazier ensemble of elaborately costumed baddies and goodies.

It’s easy to see action movies becoming more monotonous and predictable based on the formulae fight, talk, fight, make love, fight, talk, big fight. There have been faint calls in recent years to radicalise blockbusters by striping back the fight scenes in an attempt to reinvigorate the genre. Fury Road takes the opposite approach by removing the talk, virtually any attempt at plot and any down time for the viewer. Or perhaps it’s more accurate to say it meshes everything together into one huge explosive cocktail of suicidal Valhalla craving warriors, utopias and flame-throwers.

 download (1)  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia download 11The unusual structure of this film is off-set by the more regular direction and cinematography. But that is by all means a compliment as the stunning, colourful landscape is scorchingly captured in all its glory by cinematographer John Seale and it will be fascinating to see it in Miller’s preferred black and white available on home release. The sound editing and editing in general is also top-notch. As an almost purely visual ride, this is a film won or lost in the editing room.

But special praise must go to whichever bold producer decided the ditch the CGI in favour of more gritty and physical action sequences. You can almost taste the dust and feel the brutal impact of cars smacking into one another. Given the endless smashes and action, Mad Max is one step away from a silent film and might as well have been, as I could barely make out a word being mumbled over the screeching string score.

In place of traditional dialogue we have the physicality of a tiger to which Tom Hardy has proven himself well suited throughout his career. Can the man do no wrong? This film needs to be a hit if only to land Tom in the future leading man category, especially given the financial disaster that was his first shot in Child 44.

Screen-shot-2015-04-15-at-2.10.04-PM-620x400  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia Screen shot 2015 04 15 at 2Though Mad Max is an accomplished screen presence, the film would have been more appropriately titled ‘Imperator Furiosa: Fury Road’ as Theron’s Furiosa emerges as the central ass-kicking protagonist. Even in the poster she’s almost blocking Max. Great as it is to have a central action role for a female, the film forces sexual politics on us and it often fails on its own terms.

Despite the cry of right-wing bloggers angry at Furiosa barking orders at Max, Fury Road is no revolution in gender politics. The galmour model scenes of the ‘wives’ and the overweight ‘milking mothers’ are problematic and poorly handled. But Furiosa does not come as the usual hapless sexy side-kick. She’s the hero.

Bald and metal armed there is nothing of the classical female archetype without agency here and not a single ugly sexual comment made by a man towards her that seems to be ‘necessary’ these days. But arguably by standing her in contrast to the ‘wives’ you’re sending a message about beauty and ability, though they do grow and flourish as the film progresses. Despite any reservations, with Cheron in the lead role and the later inclusion of kick-ass elderly women (surely the most unrepresented demographic in Hollywood) the film just about pulls through.

Mad Max has come a long way from its origins and Miller has created an amazing world full of colour and culture, mostly lacking in clichés, a refreshing approach to the genre and the purest of all road movies with a tongue in cheek lightness of touch. Though pushing it a bit at two hours, the heady sensation and exhaustion felt when leaving the cinema, though not entirely pleasant, like a drug leaves you wanting more Max and more madness.

mad_max_fury_road  Mad Max: Fury Road; un folle e roboante road movie made in Australia mad max fury road

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