Terminator Genisys

Terminator Genisys – Recensione

Può un ottimo film contenere, come portatore sano, i geni del male che inquinerà tutti i sequel? Può. E non sto parlando di Terminator Genisys, ma di Terminator 2. Il secondo film di James Cameron, sacro e perfetto agli occhi di molti, era già a suo modo un po’ furbo, ampiamente distratto dall’enorme budget a disposizione e dalla tecnologia del morphing. Ma la sceneggiatura era seria, la regia solenne, l’epica sparata a palla da tutti gli amplificatori. Un grande film d’azione quindi, e un’espansione del concept che merita buona parte della fama che ha.

Terminator Genisys  Terminator Genisys - Recensione x240 3InCon Terminator Genisys, in pratica, si porta avanti il lato più accomodante del franchise: quello che ha cominciato a prevalere da Terminator 3, quello in cui le autocitazioni, l’autoparodia e la cgi prendono il sopravvento su tutto il resto e il film viene scritto dal budget stesso. Ma i budget, si sa, non sanno scrivere, motivo per cui la sceneggiatura mischia furiosamente strizzate d’occhio ai fan con spiegoni compressi e inutili, sbagliando almeno metà del cast (cfr. lo sguardo del Reese originale con quello del nuovo) e perdendo a più riprese l’impatto visivo, che con Cameron invece era niente di meno che il marchio di fabbrica.

Ma per capire come sono cambiati i tempi e perdere ogni velleità di accostamenti, basta guardare il personaggio titolare in persona: Schwarzenegger o no, questa nuova versione, non più simbolo di tecnologia mortale e inquietante incubo futuristico, ma semplice distributore automatico di battute e gag pg13, non avrebbe mai lanciato il mito di Terminator, al massimo quello di Iron Man. Né si riesce a capire come mai il villain di questo film non possa mai entrare in scena senza sommergere di parole l’universo. Cioè, il T-800 e il T-1000 insieme ne dicevano forse 30 in tutto, a suo tempo.

Terminator Genisys  Terminator Genisys - Recensione 200 sSi tratta di un grosso problema? Non direi. Nessuno qui si aspettava un film cruciale. Ma è interessante notare come anche un franchise leggendario venga pensato come uno dei tanti blockbuster dei nostri tempi: grande leggerezza, tanti colori, tanti effetti visivi non necessari. Su con la vita, ci sono ampi margini di miglioramento.

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