Joker - Wild Card: recensione

Joker – Wild Card: recensione

Guardare Joker – Wild Card è come trovarsi catapultati all’improvviso nell’angusto cilindro di una rivoltella, come un proiettile in attesa di essere sparato a 1000 km/h.

Oramai, non so se ci avete fatto caso, quando si parla di attori si cerca sempre di trovare chi è l’erede di chi. La cosa non è del tutto sbagliata, anzi. Hollywood è un mondo che si nutre di miti e mitologie e ha quindi bisogno di un ricambio naturale e costante tra le file dei suoi eroi.

E quando questi nuovi divi e dive si affacciano all’orizzonte dorato del grande schermo, anche loro come i loro predecessori devono rientrare in determinati “tipi” riconoscibili e facilmente identificabili, un po’ alla maniera dei poemi epici di Omero (ricordate? C’erano Achille il coraggioso, Odisseo lo scaltro, Ettore il generoso e così via). Insomma, Hollywood è l’Olimpo dei nostri giorni.

Joker - Wild Card: recensione  Joker - Wild Card: recensione crank 2 12142011

E fin qui, sai che scoperta. È solo che a volte, nella fretta di voler decidere che quell’attore è l’erede di quell’altro, pecchiamo di superficialità. Di Jason Statham ad esempio, si è sempre detto che è il nuovo Bruce Willis. Il paragone deriva non solo dal fatto che entrambi hanno la testa rapata, ma anche dal loro ruolo di alfieri del cinema d’azione, dal loro physique du role da duri pronti a tutto pur di portare a casa il risultato.

Ma per quanto Bruce Willis sia un’icona intoccabile che ha fatto sognare la mia e altre generazioni per anni e al quale vanno il mio infinito rispetto e la mia inesauribile gratitudine, personalmente ritengo che Jason Statham abbia in proporzione più spessore a livello attoriale.

Willis in fondo è emerso in un’epoca, quella degli anni ’80, caratterizzata da un panorama mediatico molto più semplice, in cui il cinema regnava incontrastato sulle altre arti e riusciva a imporre i suoi miti e i suoi eroi con incredibile facilità. Lo scenario in cui è emerso Jason Statham invece, è enormemente complesso: il pubblico è più distratto, frammentato, balcanizzato in nicchie, fandom e culti molto specifici e diversi tra loro, poi c’è la la tv che fa una concorrenza spietata e ha ormai superato la settima arte in quanto a creatività e attenzione del pubblico.

Le vere icone del cinema sono ormai pochissime, farsi notare e durare più dei proverbiali 15 minuti di celebrità è molto difficile, staccarsi e risaltare sul rumore di fondo lo è ancora di più, eppure Jason Statham è riuscito a emergere con forza e – fin da quando lo osservammo nei panni del Turco in Snatch – Lo strappo, per proseguire con The TransporterProfessione assassino, per non parlare della saga di Crank – a imporsi come simbolo di un certo cinema: adrenalinico ed eccessivo ma anche ricco di suggestioni e spunti tratti da fumetti, romanzi, videogiochi.

Joker - Wild Card: recensione  Joker - Wild Card: recensione Niko BellicStatham è dotato di un’energia nervosa, di un’espressione perennemente corrucciata, di uno sguardo cupo e malinconico che ti fanno venire in mente l’immagine di un immigrato est-europeo appena sceso al porto di New York con la fame di arrivare, ovunque e comunque, costi quel che costi, un po’ come il Niko Bellic di Grand Theft Auto IV. Ed è proprio in questo discorso che viene a inserirsi a pennello Joker: Wild Card, film che rappresenta un vero e proprio monumento alla Statham-ness intesa come qualità artistica, presenza fisica e perfino come stile di vita.

Il film, tratto dal romanzo Heat di William Goldman, ci trascina in una cavalcata noir con forti accenti hard-boiled che soddisfa le consuetudini narrative del genere: abbiamo perciò l’antieroe che vive ai margini della società frequentando un folto underworld di casi umani ed esistenze al limite; la femme fatale seducente e manipolatrice che lo convince a sfidare alcuni pericolosissimi gangster; il timido e goffo – ma in fondo coraggioso – “aiutante” che lo accompagnerà durante le sue peripezie… e così via, in un graduale crescendo di tensione e aspettative che non vengono mai deluse.

Joker - Wild Card: recensione  Joker - Wild Card: recensione 500773Punto di forza di Joker – Wild Card è l’atmosfera vintage che si respira: una patina di nostalgia che ci riporta nella Las Vegas old school – quella dei vecchi gloriosi casinò di Fremont Street, il Golden Nugget, il Binion’s ed El Cortez – piuttosto che nel delirio ultra-kitsch dello Strip coi suoi templi del divertimento on demand (dal Caesars Palace al Venetian). E in questa cornice polverosa e malinconica, tributo alle indimenticabili pagine scritte da maestri del pulp come Dashiell Hammett e John D. Macdonald, non poteva che svettare la figura di Statham: in Joker – Wild Card l’attore, con il suo sguardo inquieto e lo strascicato accento inglese, riesce a costruire un’icona che buca lo schermo e magnetizza l’attenzione.

Joker - Wild Card: recensione  Joker - Wild Card: recensione Wild Card Movie 4Immaginatevi un James Bond in bancarotta, con molti meno capelli e tanti rimpianti per un passato di gloria ormai alle spalle, costretto a fare lavoretti umilianti per sopravvivere in una città che odia e a frequentare malfamate sale da gioco puntando cifre folli alla roulette per soddisfare la sua propensione ossessivo-compulsiva all’azzardo: ecco a voi Joker – Wild Card. Classe e ironia viaggiano su corsie parallele grazie all’esperienza di Simon West, il cui film scorre con un ritmo fluido e piacevole ravvivato qua e là da improvvisi scatti di violenza catartica nei quali l’azione risulta ben congegnata e mette in risalto la fisicità di Jason Statham.

La scrittura ha personalità e questo si ritrova tanto nei dettagli che accentano la progressione degli eventi – fantastico il leit-motif natalizio che accompagna le esplosioni di brutalità di cui è protagonista Santa Claus Statham – quanto nella capacità di trasmettere allo spettatore la dimensione psicologica del protagonista Nick Wild per il quale Las Vegas è un inferno in cui lui è kafkianamente intrappolato, non riuscendo mai per un motivo o per l’altro a evaderne.

wild-card1  Joker - Wild Card: recensione wild card1Ben assortito il cast di comprimari: Sofia Vergara e Michael Angarano si muovono bene nei ruoli rispettivamente della seducente pantera da casinò e del timido sparring partner, ma ancora più azzeccate sono le performance di Stanley Tucci (il boss mafioso “Baby”) e Milo Ventimiglia (l’odioso gangster Danny DeMarco).

Joker – Wild Card è un noir che funziona e che rappresenta un’operazione interessante in un’epoca in cui il film d’azione è ormai concepito come piatta sarabanda di effetti speciali da far girare in automatico come un fuoco d’artificio, al limite contornandola con una storia spesso abbozzata in modo sommario affidata a un cast poco convinto. Jason Statham conferma la sua qualità di stella del firmamento action-thriller, protagonista di un’evoluzione che da Crank  a Joker: Wild Card non può che far sognare e divertire i cinefili di tutto il mondo.

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