I veri attori fanno blockbuster

Avete letto il titolo e avete pensato a una provocazione. Sbagliato. Quello che c’è scritto è proprio ciò che intendo. Qui è come in Matrix, ci hanno fatto credere che il mondo reale sia quel posto in cui le uniche performance attoriali di rilievo sono quelle nei biopic, nei drammoni, e in generale nei film a basso (o contenuto) budget e non troppo divertenti. Così, la credenza comune ha finito per ghettizzare (per quanto si possa ghettizzare un tipo di Cinema che segna sempre incassi da record) molti grandi film hollywoodiani in una sorta di colpevolissimo Paese dei Balocchi col capo di accusa di, beh, avere troppo successo.

Non ho mai creduto molto in questa manichea divisione tra buoni e cattivi, tra cretini e intellettuali. O meglio credo che esista come problema acquisito, e che sia la principale minaccia contro il Cinema a livello mondiale, coi film leggeri che diventano sempre più insulsi e quelli colti che diventano sempre più astrusi e arbitrari, quando queste due correnti dovrebbero mitigarsi a vicenda. Tempo fa stavo riguardando Il Fuggitivo, il thriller d’azione con Harrison Ford uscito nel ’93. Presumo sappiate che Tommy Lee Jones, per quel ruolo di poliziotto sagace e inesorabile, ha vinto l’Oscar come non protagonista. Oggi una cosa simile potrebbe ancora succedere? Molto difficile.

Il Fuggitivo è un film discreto, puro entertainment, niente di “artistico” o innovativo, e non particolarmente rilevante dal punto di vista visivo. Chiaro che se lo guardate subito dopo aver visto Transformers vi sembrerà un capolavoro minimalista, ma ci siamo capiti, per l’epoca era un pop-corn movie in piena regola. Non mi ricordo chi altro gareggiava nella categoria non protagonista quell’anno e non importa, in linea di massima Tommy Lee Jones quell’Oscar se lo è meritato, sapete perché? Perché è andato oltre alle aspettative, ha fatto più di quello che il ruolo e il pubblico richiedevano, e lo ha fatto bene.

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Perché il fatto è che, tutto sommato, per un attore non ci vuole molto a spiccare quando il film è letteralmente costruito attorno a lui, o quando si possono tranquillamente fare cinquanta ciak di ogni scena e alla fine tenere il migliore. Prendete il recente Birdman. Un pugno di performer di razza tra cui Michael Keaton e Naomi Watts, impegnati in confronti e duetti senza la minima distrazione attorno. Qualcuno ne è rimasto colpito? Sicuramente, ma io no.

Ogni sforzo recitativo mi sembrava dovuto. Voglio dire che, paradossalmente, Keaton ha fatto ben di più quando, osteggiato dal mondo intero, ha interpretato Batman, con una serietà e una misura che erano uno spettacolo, quando ancora nessuno sapeva come diavolo andava fatto un cinecomic, facendo ricredere tutti su una scelta di casting per cui milioni di fan si erano all’inizio stracciati le vesti. Una prova senza un filo di istrionismo, cosa che certo non si può dire di Birdman. Insomma un’avanguardia, che ha fissato per il genere standard ancora oggi raramente eguagliati.

Prendete anche Daniel Day-Lewis. Uno degli attori più rispettati degli ultimi trent’anni, vero, ma tra tutte le sue travolgenti prove forse la più nobile è quella dello sfortunato Gangs Of New York, uno di quei casi in cui il mattatore di turno non gioca per sé ma per il progetto che ha intorno, talmente imponente da non poter essere ignorato o oscurato, diventandone sì la parte migliore, ma anche compensandone i punti deboli. E, a parte L’Ultimo dei Mohicani, Gangs è la cosa più vicina a un blockbuster estivo che Daniel Day-Lewis abbia fatto, un colossal in costume con imponenti scene di battaglia, con varie super star, diretto da un maestro del Cinema e musicato da una delle rockband più famose della Storia. Insomma, questo attore dal talento e dallo status inattaccabili preferireste vederlo diretto da un Inarritu o da un Nolan?

scena-di-interstellar-con-matthew-mccounaghey  I veri attori fanno blockbuster scena di interstellar con matthew mccounaghey

Farsi strada ed emergere in un film ad alto budget che abbia una ricchezza di immaginazione e di mezzi è assai più difficile e meritevole. Somiglia alla vita stessa, che certo non sta lì a metterti sul piedistallo, ma in cui anzi per ottenere ciò che vuoi devi lottare e farti strada con determinazione. Recitare bene e impegnarsi in un blockbuster è un segno di umiltà da parte dell’attore, e neutralizza il rischio di trovarsi davanti un film che in realtà è un saggio di fine anno del corso di teatro. Certo, a volte ci sono delle eccezioni. Natalie Portman, marcata stretta per tutto il tempo e persa nella morsa della follia de Il Cigno Nero, ha realmente fatto miracoli superando se stessa.

Certo, rimane il fatto che di blockbuster con attori meritevoli al giorno d’oggi ce ne sono pochissimi. Ma quando ci sono premiamoli, no? Per esempio, il Matthew McConaughey di Interstellar cos’ha in meno di quello di Dallas Buyers Club? Sono entrambi ruoli che spremono l’attore sia da un punto di vista fisico che espressivo, la cui riuscita è determinante per il buon esito di tutto il film, no? Dai, su.

Potremmo continuare ma credo abbiate capito la solfa. Ormai l’espressione blockbuster d’autore è entrata nel gergo comune, la prossima potrebbe essere blockbuster d’attore. Vi lascio proponendovi un passatempo costruttivo e alla portata di tutti: nelle fresche serate dell’autunno incombente andate a ripescare tutti quei blockbuster che avete sempre amato e pensate a quali prove attoriali erano meritevoli di grande considerazione, e addirittura di grandi premi. Ne scoprirete tante, sicuro.

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2 Comments
  1. Reply speranza 31 marzo 2016 at 15:46

    mai lette tante cazzate in un solo articolo di cinema. birdman inferiore a batman? interstellar superiore a dallas buyers club? ma stiamo scherzando? da una parte ci sono film che resteranno nella storia del cinema, dall’altra blockbuster di medio calibro per distrarre la testa un paio d’ore.
    è possibile che un attore scelga di recitare in produzioni da grandi incassi ma non è da quelle che si vede la sua qualità, non ricordo gente come per esempio Christopher waltz o Harvey Keitel, le cui qualità spero siano riconosciute da chi ha scritto l’articolo, esprimersi al meglio in film holliwoodiani concepiti per il botteghino.

  2. Reply Capt. Dent 3 aprile 2016 at 15:40

    Nell’articolo non si parla affatto di quale film sia migliore tra Interstellar e Dallas Buyers Club (ma a scanso di equivoci te lo specifico: per me il primo, e di quelle dieci volte anche) o tra Batman e Birdman (stesso discorso). Ho paragonato invece le performance degli attori. E ho argomentato.

    L’idea che un bravo attore non si valuti dagli eventuali blockbuster è tutta da dimostrare. Il Cinema non è una scienza esatta, per cui statisticamente è più probabile che la validità di una performance vada valutata di caso in caso.

    Ribadisco che il punto di vista con cui ho scritto l’articolo è che una prova attoriale che impreziosisce il film di cui fa parte è superiore a una che spicca senza sforzo sul resto della produzione. Anche qui, una posizione chiara e argomentata. Dato che è difficile sapere che intento ha l’attore di volta in volta, possiamo affidarci a un criterio “oggettivo”: i film costruiti attorno all’attore si vedono lontano un miglio, e spesso non hanno molto altro da offrire in termini di regia, fotografia, sceneggiatura etc. Ma soprattutto non hanno alcuna possibilità di lasciare un segno nell’immaginario collettivo.

    Inoltre, non ho tirato in ballo Transformers o Twilight, ma film di ben altra fattura e spessore. Se mettiamo Interstellar (o Batman, non è rimasto abbastanza nella storia del Cinema secondo te?) nello stesso calderone con quei titoli la conversazione non ha ragione di esistere, in effetti. La storia del Cinema è fatta in gran parte di film popolari, che il tempo e il consenso condiviso del pubblico rendono addirittura iconici. Star Wars, Indiana Jones, e decine di altri.

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