Che sono tutti questi sequel? Il Box-office del 2015, il declino della stella di Hollywood e l’ascesa del franchise

Dire che il 2015 è stato un grande anno per il cinema è come dire che The Rock è un po’ grosso. Come il signor Johnson, il 2015 è stato enorme. Due degli studios in particolare hanno svettato, creando la forza di gravità che ora risucchia la gente al cinema.

La Universal ha polverizzato il record e assunto nuovi contabili quest’anno, con Jurassic World, Straight Outta Compton, I Minion e Fast and Furious 7 che hanno sbancato il mondo facendo incassi senza precedenti. Il solo Jurassic World ha rastrellato più di un miliardo e mezzo di dollari, diventando il più grande weekend di apertura della storia e il film più veloce nel raggiungere il miliardo, battendo il precedente campione – manco a dirlo – Fast And Furious 7.

Un soffio dietro la Universal troviamo il colosso Disney, che ha fatto di nuovo il colpaccio dato che i loro nuovi acquisti Marvel e Pixar li hanno resi una fonte di ricchezza. Dopo una breve pausa e alcuni passi falsi a livello di critica, la Pixar è tornata in forma con il successo intellettuale da oltre 700 milioni di Inside Out, il suo più grande hit dopo Toy Story 3. Ma il lavoro non è finito, e La Pixar sta lavorando sodo per i suoi capi della Disney col suo secondo film dell’anno, The Good Dinosaur, atteso sugli schermi a Novembre. Naturalmente anche il perpetuo diluvio di cinecomic continua a furoreggiare, con Age Of Ultron poco sotto a Jurassic World e Furious 7, con un ricco incasso di 1 miliardo e 400 milioni.

Ma certo non è tutto. Essendo il 2015 insieme al 2012 l’annata con più film a raggiungere il target del miliardo, è una scommessa vinta affermare che alla fine prevarrà il 2015 con l’arrivo dei film più attesi dell’anno: Spectre e Star Wars – Il Risveglio della Forza. Ah, e Batman V Superman. Più o meno.

Ma prima di guardare oltre buttiamo un occhio ai film più grossi usciti finora. Inside Out ha ottenuto un altro importante primato quest’anno. Il boxoffice d’apertura lo ha reso il più grande incasso per un film originale, non sequel di alcunché, di tutti i tempi. Questa è una nota importante quando cominci a capire quanto il concetto di sequel, e ancora di più di franchise, stiano plasmando l’industria del cinema e rassicurando in modo vitale le platee e infrangendo record.

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Ecco la top ten degli incassi dell’anno:
1 Jurassic World
2 Fast and Furious 7
3 Avengers: Age Of Ultron
4 I Minion
5 Inside Out
6 Mission: Impossible – Rogue Nation
7 Cinquanta Sfumature di Grigio
8 Cinderella
9 San Andreas
10 Terminator Genisys

Sei di questi possono essere considerati sequel all’interno di affermate serie di film (Jurassic World/Fast and Furious 7/Age Of Ultron/I Minion/Mission Impossible/Terminator Genisys). Bene, vuol dire che quasi metà della classifica è fatta di successi originali, giusto? No davvero. Cinquanta Sfumature di Grigio è sempre stata una scommessa vinta per gli Universal Studios. Basato sulla fortunata serie di libri di E.L. James, Grigio è un fenomeno culturale certificato che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e ha scatenato una tempesta di dibattiti e azioni alle stelle nella compagnia S&M. Anche Cinderella, sebbene molto diverso, è una storia che noi tutti conosciamo bene, e difficilmente può essere considerata qualcosa di originale. E per Inside Out beh, qualsiasi cosa La Pixar faccia sarà sempre un grosso affare e il film sfrutta il brand più di ogni altra cosa.

Rimane San Andreas, che credo abbia la corona di film più originale della top ten dell’anno. Bravò, Dwayne. Sebbene credo che il titolo giochi velatamente con quello del famoso videogioco GTA, rimane comunque il fatto inevitabile che quando lo guardi ti senti come se lo avessi già visto centinaia di volte. Ti siedi e lasci che i soliti stereotipi ti inondino, con una CGI migliore che metta tutto al passo coi tempi. Eppure, tristemente per San Andreas, a gennaio gli ultimi due saranno sbattuti fuori dalla graduatoria dai due imminenti fenomeni, Bond e Star Wars, il che significa che l’unico film nella top ten che avete visto veramente a scatola chiusa sarà Inside Out.

Non è sempre stato così. Ai vecchi tempi la gente andava a vedere le star più che le storie e i personaggi. Nomi come Cary Grant, Marlon Brando, Rita Hayworth e Audrey Hepburn erano la calamita per le folle e firmavano contratti esclusivi con gli studios che, a turno, producevano in serie “veicoli” – film pensati solo per innalzare le rispettive star ad ancora più elevate soglie di fama. Più tardi, star e attricette si liberarono delle catene e fecero il loro gioco ragionando un film alla volta, cambiando studio come veniva. Ma in un qualche momento negli ultimi vent’anni il “nome” di un film ha cominciato a perdere potere. Via via è diventato sempre meno sicuro che il pubblico si sarebbe infiammato per il semplice sorrisone malizioso dell’attore protagonista sul poster.

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Dal Solaris di George Clooney (2002) al Transendence di Johnny Depp (2014) non si contano gli esempi dei fiaschi al botteghino di grandi star. Nel mondo “o la va o la spacca” dei blockbuster ad alto budget, dove un flop può significare la rovina, gli studios avevano bisogno di certezze. Ed ecco l’imporsi dei sequel, messi in circolo per salvare la baracca. Ora i film tentpole, quelli che reggono lo studio, sono basati su franchise di cui gli studios conoscono (più o meno) il potere attira-folle, e guidati da attori sconosciuti.

Una rapida occhiata al franchise di Mission: Impossible mostra quanto sia cambiato. Ai tempi dell’originale del 1996 firmato Brian De Palma, Cruise era una delle ultime star in grado di accalappiare le masse solo col suo nome. Ora, nel 2015, il mondo si è capovolto ed è il franchise M:I che porta clienti, con Cruise che spartisce la scena con Simon Pegg, Alec Baldwin, mega acrobazie e qualunque attrice lo studio scelga quell’anno.

Ci vuole sempre di più per convincere il pubblico ad andare al cinema e gli studios lottano per cercare di predire un successo. Tomorrowland è stato il più grande passo falso per la Disney quest’anno, mancando il colpo al boxoffice. Un film originale, diretto da Brad Bird, con George Clooney e un budget di quasi 200 milioni (recuperando giusto qualcosa in più), un simile scivolone comporterà senz’altro una pausa nel caso una nuova storia attenda di andare in produzione. Fiaschi come questo fanno sì che l’attenzione si sposti sempre più su formule che già funzionano e i franchise si basino su concept e personaggi già popolari. Ci attendono gli universi espansi. La Disney pare che stia pianificando episodi di Star Wars ogni anno fino alla fine dei tempi, mentre l’universo Marvel cresce a dismisura. Questo ha portato a un cedimento nel mezzo. I film a medio budget stanno diventando sempre più rari, dato che sono imprese anche più rischiose. I tentpole hanno budget da centinaia di milioni e i film indie low-fi sono lasciati alle mani di compagnie indipendenti che vengono arraffate dagli studios appena fiutano il successo.

L’imprevedibilità di un film significa che i nervosi uomini in completi eleganti degli studios non possono staccare assegni per storie originali. E’ molto più facile sborsare 200 milioni per un altro Fast and Furious, che ha già un vasto pubblico pronto a infuocarsi. Probabilmente la prossima generazione perderà una nuova icona culturale ogni volta che questo accadrà. Dall’altro lato, però, avremo un nuovo Bond quando ci servirà e un nuovo e dolorosamente eccitante film di Star Wars è dietro l’angolo. Qualsiasi cosa pensiate di questo fenomeno, “il franchise” è qui per restare. Solo, non chiedetemi di cercare di seguire il plot di Avengers per un bel pezzo.

What’s with all the Sequels? The 2015 Box Office, the decline of the Hollywood Star and the rise of the franchise.

Saying 2015 has been a big year for cinema is like saying The Rock is a little buff. Like Mr. Johnson, 2015 is gargantuan. Two studios have stood head and shoulders above the rest, creating the gravity that’s sucking people into the movie theatres.

Universal smashed records and hired new accountants this year with Jurassic world, Straight Outta Compton, Minions and Fast and Furious 7 becoming runaway hits making untold profits. Jurassic World on its own raked in over one and a half billion dollars, the biggest opening weekend in history and the fastest film ever to make $1 billion, beating previous record holder – wait for it – Fast and Furious 7.

Hot on Universal’s heels has been the unstoppable Behemoth that is Disney, doing it all over again as their newly acquired Marvel and Pixar production companies make them an eye watering fortune. After a short break and a few critical duds, Pixar are back on form with the cerebral hit Inside Out taking over $700 million, Pixar’s second biggest hit after Toy Story 3. But the story isn’t over and Pixar are working hard for their Disney masters with their second picture of the year, The Good Dinosaur, due to hit screens in November. Naturally the continuing cascade of super-hero films also continue to shovel in audiences, Age of Ultron just shy of Jurassic World and Furious 7, with a healthy bank balance of $1.4 billion.

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But it’s no way near over yet. With 2015 tying with 2012 for most films to reach the $1 billion mark, it’s a safe bet to say that the record will taken by 2015 with the arrival of the year’s most anticipated movies: Spectre and Star Wars; The Force Awakens. Oh, and Batman vs. Superman. Sort of.

But before we get ahead of ourselves let’s take a look at the biggest films so far. Another important record was achieved this year by Inside Out. The film’s opening takings have made it the highest grossing original, non-sequel property opening ever. This is important when you start to realise how ‘the sequel’, and even more so ‘the Franchise’, is shaping the film industry and vitally securing audiences and breaking records.

The top ten grossing films of the year are as follows:

  1. Jurassic World
  2. Fast and Furious 7
  3. Avengers: Age of Ultron
  4. Minions
  5. Inside Out
  6. Mission: Impossible – Rogue Nation
  7. Fifty Shades of Grey
  8. Cinderalla
  9. San Andreas
  10. Terminator: Genisys

A whopping six of these can be considered sequels in an already established film series (Jurassic World/ Fast and furious 7/Age of Ultron/ Minions/ Mission:Impossible/ Terminator Genisys).

Well that leaves almost half as original hits, right? Well, not really.

Fifty Shades of Grey was always a fairly safe bet for Universal Studios. Based on the hit series of books by E.L James, Grey is a certified cultural phenomenon that has sold millions of copies worldwide and unleashed a storm of controversy and rocketing shares in S&M companies. Cinderella, though quite different, is also a story we all know well and can hardly be considered anChe sono tutti questi sequel? Il Box-office del 2015, il declino della stella di Hollywood e l'ascesa del franchise inside out movie box original piece. As for Inside Out, anything Pixar make will always be a big deal and the film trades more on the name of the production company than anything else.

That leaves San Andreas, which I think takes the crown of most original in the top ten films of the year. Bravo, Dwayne. Though I suspect it sneakily plays on the title of the famous GTA game, there is also the unavoidable fact that when you watch it you feel like you’ve seen it hundreds of times before. You sit back and let the familiar tropes and stereotypes wash over you with added CGI to make it up to date. Sadly though, for San Andreas, come January, the last two will have been knocked off the perch by the forthcoming juggernauts, Bond and Star Wars, meaning the only film in the top ten that you knew zero about before you watched it, will be Inside Out.

It wasn’t always this way. In the olden days people came to see the stars more than the stories and characters. Names like Cary Grant, Marlon Brando, Rita Hayworth and Audrey Hepburn were the draw of the crowds and they would sign exclusive deals with studios who, in turn, would churn out ‘vehicles’ – films designed solely to propel their stars to ever greater fame. Later, Hollywood stars and starlets lost the shackles and did their thing on a film by film basis, switching studios as they went. But somewhere in the last 20 years, the ‘name’ on a movie began losing its power. It became less and less certain audiences would turn up based on the roguish grin of the lead male on the poster. From George Clooney’s Solaris (2002) to Johnny Depp’s Transendence (2014), there are countless examples of big stars failing at the box-office. In the make or break world of the big budget blockbuster, where one dud can spell ruin, studios needed to find security. Cue the rise of the sequel, riding in to save the day. Now ‘tent pole’ films, the ones holding up a studio, are based on franchises that studios know (more or less) will bring in the crowds, and fronted by actors you’ve never heard of before.

Che sono tutti questi sequel? Il Box-office del 2015, il declino della stella di Hollywood e l'ascesa del franchise 7b1a44f57afd4600dbd906c2b5319b78A quick look at the evolution of the Mission: Impossible series shows just how much has changed. Back with the original 1996 Brian De Palma M:I, Cruise was one of the last stars who could draw in an audience on his name alone. Now, in 2015, it’s gone full scale topsy turvy and it’s the M:I franchise that brings in the punters, Cruise reduced to sharing duties with Simon Pegg, Alec Baldwin, big stunts and whatever new female the studio/director fancies that year.

It takes more and more to convince audiences into the cinema and studios struggle to predict a hit. Tomorrowland was this years biggest disaster for Disney, failing to ignite the box office. An original film directed by Brad Bird, starring George Clooney and with a budget of almost $200 million (barely recapturing half at the box office), this failure will surely mean a pause whenever a brand new story is waiting to go in production. Failures like this mean the focus shifts more and more on the formulas that already work and franchises are created on popular concepts and characters. Expanded movie universes are where we’re headed. Disney seems to be planning a Star Wars film every year until the end of time, meanwhile the Marvel Universe is expanding exponentially. This has lead to a thawing out of the middle. Medium budget films are becoming ever rarer as they become more risky enterprises. Tent pole films have hundreds of millions in their budgets and the low-fi indie hits are left to be made by independent production companies which are snapped up by studios at the hint of success.

The unpredictability of film means nervous suits from the studio can’t bring themselves to sign off a cheque on an original story. It’s much easier to shell out $200 million to make the next Fast and Furious film, which already has a significant audience who’ll surely turn up. Arguably the next generation suffers the loss of a new cultural icon every time this happens. On the flip side though, we’ll always have a new Bond when we need him and a painfully exciting new Star Wars film waits just around the corner. Whatever you think about this phenomenon, ‘the franchise’ is here to stay. Just don’t ask what an infinity stone is anytime soon.

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