Primizie di stagione: la minilista di Halloween di Saito Airlines

“Buongiorno campeggiatori, camperisti e campanari! In piedi! Oggi è il 2 febbraio, è il giorno della marmotta!”

Pawx-Phil1  Primizie di stagione: la minilista di Halloween di Saito Airlines Pawx Phil1

In realtà è il 31 ottobre, Giorno di Halloween, ma avevo una gran voglia di citare il capolavoro di Harold Ramis sulla marmotta Pawxatonie Phil e le sue bizzarre predizioni meteorologiche. Torniamo a noi. Per godervi questo weekend di Halloween, i capitani di Saito Airlines vi consigliano tre film che non deluderanno la vostra voglia di brividi, specie se in compagnia.

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unfriended  Primizie di stagione: la minilista di Halloween di Saito Airlines unfriended1

È stato il caso horror cinematografico dell’anno. Unfriended è un film furbo ma non truffaldino che ambienta una storia di vendetta soprannaturale tra le schermate di Skype per raccontare il vuoto della generazione degli ultimi Millennials. Quelli cresciuti sui social tra manie di esibizionismo, sesso bulimico e desensibilizzazione alla violenza. La storia è semplice: un gruppetto di amici del liceo, superficiali e anche un po’ stronzi, si dà appuntamento su Skype a un anno esatto di distanza dal suicidio di una compagna di scuola (che si era tolta la vita dopo essere stata svergognata sulla rete da un video di YouTube che ne ritraeva le gesta in un momento di ubriachezza). Per gli amici si tratta di una normale serata di cazzeggio in videoconferenza, ma l’emergere di alcuni segreti relativi al tragico gesto della compagna e la presenza online di un’entità ostile che si prepara a una sanguinosa rappresaglia trasformano la videochat in un inferno mortale. Unfriended ha un certo ritmo e riesce a tenere viva l’attenzione grazie al dinamismo con cui la regia si destreggia tra Skype, l’interfaccia di messaggistica del MacBook e YouTube per “aprire una finestra” (è proprio il caso di dirlo) sulla voragine morale senza fondo che è la vita di questi giovani bambocci privilegiati. Da Nightmare in poi, la strategia di solleticare il sadismo dello spettatore convincendolo a tifare per il cattivo di turno contro gli antipatici bellimbusti che vestono i panni dei protagonisti ha sempre funzionato.

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Babadook  Primizie di stagione: la minilista di Halloween di Saito Airlines Babadook

Film australiano che ha fatto gridare al capolavoro, Babadook è un horror “domestico” la cui protagonista è una madre stressata e depressa, alle prese con la difficoltà di gestire il figlio autistico e un inquietante mostro uscito da un macabro libro delle favole. La pellicola offre una splendida, dolorosa metafora della crisi d’identità e di certezze che ha travolto da anni la classe media occidentale. La regista Jennifer Kent ha classe da vendere, cita il cinema muto e il teatro delle ombre, rievoca l’immaginario fantastico dei prestigiatori di fine ‘800 e genera nello spettatore una sana dose di angoscia e tensione. Il tutto senza depotenziare una storia molto intelligente il cui final twist ci consegna anche una “morale” ironica e molto sottile sui paradossi della società contemporanea.

[dropcap style=”normal or inverse or boxed”]T[/dropcap]he Taking of Deborah Logan

The-Taking-of-Deborah-Logan  Primizie di stagione: la minilista di Halloween di Saito Airlines The Taking of Deborah Logan

Sono pochissimi i film capaci di restituire l’orrore del decadimento fisico e mentale associato alla vecchiaia con la forza spietata di questo horror geriatrico-soprannaturale. Il regista esordiente Adam Robitel confeziona un falso documentario (in gergo mockumentary) su una studentessa di medicina che per la sua tesi di laurea decide di filmare il graduale evolversi del morbo di Alzhaimer in un’anziana paziente, Deborah Logan, alla quale la malattia è stata appena diagnosticata. Quello che dovrebbe essere un video di stampo educational sull’impatto che la patologia degenerativa ha sull’individuo colpito e sui familiari che devono accudirlo si trasforma però in una discesa nell’abisso orrorifico della follia e della malvagità. È presto chiaro che quello di Deborah Logan non è un “semplice” morbo di Alzheimer, ma una specie di possessione demoniaca la cui origine sembra essere collegata a un orribile crimine compiuto decenni prima nella piccola cittadina di provincia in cui si svolge la storia. The Taking of Deborah Logan colpisce nel segno con spietata precisione, aderendo al registro documentarismo con coerenza impeccabile e usandolo per “vestire” una storia atroce e allucinante in grado di raggelare il sangue a ogni plot twist, trascinandoci in un vortice di malsana paranoia assieme alla bravissima protagonista.

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