Attendere i film giusti per le ragioni giuste: The Revenant

Il Gate, vale la pena di ricordarlo, è la sala d’attesa di Saito Airlines, vale a dire la rubrica del sito destinata a parlare dei film che attendiamo di più, quelli che anche solo il trailer ci spinge a credere nel Cinema. A differenza della quasi totalità del pubblico, che si fa salire l’hype a mille per qualunque cosa sia un minimo pubblicizzata, qui noi i film li attendiamo col contagocce. Non per niente dall’ultimo Gate, che riguardava Interstellar, è passato un anno. Qual è il nuovo, fortunato titolo in attesa?

The Revenant, ovviamente. Parliamoci chiaro, non sono un fan di Inarritu. Non mi piacciono le sue storie deprimenti tipo 21 Grammi o Biutiful, con personaggi distrutti che vagano di tragedia in tragedia senza mai una boccata di ossigeno. Non mi colpirebbe nemmeno se fosse una visione realistica delle cose. Né mi ha catturato l’esercizio di meta-auto-consapevolezza di Birdman, operazione troppo ricercata per avere un cuore, in cui hai la sensazione che ogni tanto nell’inquadratura ci finisca per errore un Oscar.

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Ma The Revenant è un’altra cosa. Basta guardare i trailer per capire che:
1) si tratta di un film a suo modo minimalista, ma non per questo povero; anzi, è una gioia per gli occhi, del resto il direttore della fotografia è Emmanuel Lubezky.

2) essendoci DiCaprio il film avrà lo spessore intellettuale giusto, senza rischi di tramutarsi in un polpettone; se deve vincere un Oscar, meglio per questo ruolo drammatico ed estremo che per le faccette e gli sberleffi di Wolf Of Wall Street.

3) la vicenda narrata, quella di un cacciatore abbandonato e derubato dai compagni che ritorna per cercare vendetta, garantisce quel tanto di azione e adrenalina che, se ben intonate alla bellezza mozzafiato del comparto visivo, potrebbero spingere il film in orbita e marchiarlo a fuoco nelle nostre retine per sempre.

Per non parlare dei poderosi e maniacali pianosequenza, una prestigiosa firma con cui Lubezky non si stanca di siglare le sue ultime fatiche: da Gravity allo stesso Birdman, il suo tocco magico nel catturare la continuità dell’azione senza stacchi ci regala momenti di Cinema travolgenti, e a noi non resta che cadere senza appigli dentro le sue scene.

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In più, nel film c’è anche Tom Hardy, non proprio un attorucolo. Vuoi vedere che alla fine si scopre che la storia altro non è che un ulteriore livello del sogno di Inception? Scherzi a parte, le chiacchiere possono aiutare, ma quando hai dei trailer del genere si può anche chiudere la bocca. Lo scenario è incredibile, il fatto stesso che abbiano girato solo con luce naturale rende il tutto ancora più elettrizzante. The Revenant, questo almeno lo possiamo già dire, ha capito il segreto del Cinema e sembra possederlo e padroneggiarlo fino in fondo. Quanti film all’anno si preoccupano di creare qualcosa di speciale, a partire proprio dalla fotografia e dal sonoro?

Da noi The Revenant uscirà il 28 gennaio.

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