Esclusiva: intervista a Stewart Barbee, cameraman di Star Wars – Il Ritorno dello Jedi

Stewart Barbee Star Wars Esclusiva: intervista a Stewart Barbee, cameraman di Star Wars - Il Ritorno dello Jedi Esclusiva: intervista a Stewart Barbee, cameraman di Star Wars - Il Ritorno dello Jedi Stewart Barbee 2001 2
Stewart Barbee

Viviamo nell’epoca di Star Wars. Detta così suona ovvia, perché in realtà è da quando il primo mitico episodio è uscito nel ’77 che Star Wars ha sempre dominato il mondo. Ma ora che la saga ha ritrovato magico vigore e successo con Il Risveglio della Forza, l’affermazione suona più vera che mai.

L’uscita del nuovo episodio, per la prima volta guidato dalla Disney e diretto da J.J.Abrams, ha riacceso la passione in ogni angolo del globo, col risultato che tutti hanno voluto dire la loro, compresi noi. E allora ci siamo chiesti, perché non interpellare qualcuno che ha attivamente collaborato alla nascita del mito? Qualcuno che ha respirato l’aria del set nei gloriosi giorni in cui la prima trilogia vedeva la luce, in un’epoca in cui il mondo e il Cinema funzionavano in modo diverso da oggi.

Un recupero più che opportuno, dato che Il Risveglio della Forza, con la sua energia e brillantezza, rievoca senza timore lo spirito di quei tempi, facendo allo stesso tempo tesoro dei decenni trascorsi e proiettandosi verso un futuro molto promettente. Ed è qui che entra in gioco Stewart Barbee.

Stewart ha avuto una lunga e variegata carriera tra documentari e cinema (Star Trek II – L’Ira di Khan e Uomini Veri, per citare un paio di titoli) e, in qualità di cameraman degli effetti visivi della ILM, ha lavorato anche a Il Ritorno dello Jedi. Lo abbiamo raggiunto e gli abbiamo chiesto se potevamo intervistarlo, e lui ha accettato con entusiasmo rispondendo alle nostre domande, che spaziano dalla sua esperienza sul set de Il Ritorno dello Jedi alle sue impressioni sulle nuove tecnologie nel Cinema oltre, ovviamente, al suo parere su Il Risveglio della Forza! Nel corpo dell’articolo trovate anche alcune foto dal backstage che lui ha voluto condividere con noi.

Signor Barbee, può descrivere per favore come è entrato nel mondo di Star Wars?
Sono stato assunto all’Industrial Light And Magic (ILM) come cameraman per gli effetti nei primi anni ’80. La ILM era la divisione della Lucasfilm che ha prodotto gli effetti speciali di tutti i film di Star Wars. Era nata a Van Nuys, California, nel 1975. Dopo il primo film di Star Wars George Lucas spostò la compagnia a San Rafael, California, nel 1978. Poi rilevò un edificio in Kerner Boulevard e questo divenne la ILM fino a che la compagnia non si trasferì al Presidio in San Francisco, nel 2005. L’insegna davanti all’edificio diceva “The Kerner Company”, e rimase così per tutti gli anni che la ILM è rimasta lì. Questo fatto evitava che la gente capitasse lì dalla strada e potesse dare una sbirciata alle attività della ILM, e aiutò a tenere un basso profilo. La maggior parte della gente non aveva idea di cosa facessero in quel posto.

Io fui assunto durante la produzione di Star Trek II, che per lo più riguardava esplosioni di navicelle per le battaglie spaziali, etc, sebbene abbia anche filmato il modello dell’Enterprise per molte scene con effetti, incluso quello della velocità di curvatura. Questa fu molto complessa ed è tutta una storia a parte. Dato che ero un cameraman del posto con anni di esperienza, incluse riprese di combattimento durante la guerra in Vietnam, come anche tanta esperienza di riprese per filmati ad alta velocità in ambito sportivo, ero perfetto per il lavoro. Non andavo nel panico quando le cose esplodevano e conoscevo le dinamiche delle riprese ad alta velocità. Quindi facevo gli effetti per Star Trek II e poi ho cominciato a lavorare a Il Ritorno dello Jedi sotto il primo mago degli effetti di Star Wars, Richard Edlund, che era il principale responsabile degli sbalorditivi effetti che diedero il via alla rivoluzione di Star Wars. Può sembrare perverso, ma era divertente far saltare in aria tutte quelle navicelle spaziali.

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  1. Reply DJ GALIMBO 30 gennaio 2016 at 11:50

    Davvero una bellissima intervista. Anche io come Stewart preferisco di gran lunga gli effetti speciali “veri” a quelli digitali. Ritengo che dal punto di vista visivo STAR WARS 7 sia il migliore..sia per la fotografia, sia per il giusto equilibrio nell’utilizzo della tecnica artigianale e la CGI.

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