Dunkirk di Christopher Nolan: dieci grandi speranze

A Dunkerque, in Francia, le riprese del nuovo colossal di Christopher Nolan sono cominciate da appena un paio di giorni e andranno avanti per i prossimi mesi. In attesa di un teaser trailer che attizzi i popoli, ho pensato di mettere giù le mie personali speranze sul prodotto finale ma tenendomi sulle generiche, che il film mica lo devo fare io, e poi mi piace essere stupito. Posto che comunque di Dunkirk si sa ancora poco o niente.

Quello che è certo è che Nolan ha imboccato già con Interstellar una strada differente rispetto a prima, quella di una narrativa meno ludica e scattante, più contemplativa, leggermente meno di genere e più “universale”. Non a caso è il film in cui la posta in gioco è la più grande mai apparsa nella sua intera filmografia: la salvezza dell’umanità. Personalmente non ho fatto salti di gioia a suo tempo ma Interstellar, sia pure coi suoi problemucci, è un grande film, anche se preferisco una storia in cui tutto l’universo sta dentro le motivazioni di un solo personaggio, e non viceversa.

Ma veniamo alle mie dieci speranze.

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1) Che il film non duri troppo. Gli ultimi due del regista britannico durano circa due ore e tre quarti, e con un war movie di queste proporzioni la cosa potrebbe sfuggire di mano. Più un film dura, più rischia di perdere l’equilibrio e rovinarsi.
2) Che la guerra più che il fulcro del racconto ne sia lo scenario lasciando, attraverso le gesta di personaggi fittizi, spazio creativo sufficiente a bilanciare i vincoli narrativi dell’evento storico.
3) Che eventuali, probabili scene di massa siano dirette in modo ineccepibile e non si risolvano in sequenze d’azione infinite e senza pathos. Uscendo nel pieno della prossima estate verrebbe da pensare a un film di sicuro impatto sul grande pubblico ma, beh, speriamo che questo non implichi un effetto cinecomic.
4) Che Nolan non si interessi agli Oscar.
5) Che anche nelle scene di massa più imponenti non si perda mai il filo emotivo del racconto, lasciando più spazio alla risonanza dell’azione che all’azione stessa.
6) Che Fionn Whithead e gli altri giovani attori protagonisti siano bravi e carismatici abbastanza da non accusare il peso della loro inesperienza.
7) Che il taglio visivo non sappia di vecchio. Hoyte Van Hoytema ha fatto un ottimo lavoro su Interstellar ma Spectre non è all’altezza. L’ennesimo film sulla Seconda Guerra Mondiale necessita di un colpo d’occhio fresco.

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8) Che il plot sia forte ma non troppo complesso, lasciando molto più spazio per i particolari alla sceneggiatura, agli attori e alla regia.
9) Finora il Cinema di Nolan ha viaggiato a due velocità: quella sostenuta a colpi di montaggi paralleli de Il Cavaliere Oscuro e Inception, e quella più lenta e lineare di Interstellar. Forse Dunkirk necessita di una saggia combinazione delle due marce, così da non perdersi in un eccessivo classicismo che, dato il tema, potrebbe essere dietro l’angolo.
10) Che Dunkirk omaggi i grandi film di guerra che lo hanno preceduto ma che abbia un’anima del tutto nolaniana, tanto nel contenuto che nel modo di raccontarlo.
Se devo farvi un esempio di ciò che intendo, vi cito Fury. Non credo che Nolan userà un registro tanto duro, ma per il resto quello è un film che non sembra vecchio e neppure troppo classico, molto serio ma comunque avvincente. Chissà, magari è piaciuto anche a Nolan.

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2 Comments
  1. Reply Luke 25 maggio 2016 at 19:57

    Non so, io ho il timore che Nolan sia in fase calante, sia come idee sia come ricchezza di spunti registici. Spero di sbagliarmi, ma dopo il genio puro di Inception, francamente TDKR e a maggior ragione Interstellar sono risultati un pò meno pazzeschi, imprevedibili, e un pò più di maniera. Se ora poi, Nolan cerca di calcare le orme di Kubrick a tutti gli effetti, emulando il grande regista di Orizzonti di gloria, non so quanto questo possa riuscire. Comunque, ho grande stima di Nolan e spero sempre che continui a soprenderci e a spiazzarci come ha fatto finora.

  2. Reply Capt. Dent 25 maggio 2016 at 23:37

    Se fossimo ancora nel periodo TDK-Inception non avrei sentito il bisogno di esprimere delle “speranze” in un articolo apposito. Da questo puoi capire che sono almeno in parte d’accordo con te. Però credo che “calante” sia un termine troppo definitivo…certo Interstellar non ha quell’urgenza che aveva invece Inception, ma sta comunque al di sopra della media dei blockbuster, con scene enormi (tipo l’attracco in rotazione) e una potenza visiva devastante.

    Inoltre, e questo io lo prendo come un passo avanti a livello stilistico, è venuta meno l’ansia da montaggi incrociati che a volte diventava pure quella maniera…Una delle cose che adoro di Interstellar è la calma e il coraggio con cui affronta scene lunghe e senza tanti elementi action o tante parole (come quando il furgone insegue il drone, magnifico!) e il suo contare più che mai su immagini e musica…insomma, tutto questo può ancora fare faville.

    Su Dunkirk però non mi pronuncio ancora. Aspetto i trailer.

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