Joker Harley Quinn Suicide Squad

Il pg-13, Joker e Harley Quinn: tutte le risorse di Suicide Squad

Se devo essere sincero trovo difficile essere impaziente per qualcuno dei prossimi (e meno prossimi) cinecomic. Ammiro i fumetti come forma di narrazione, di intrattenimento e a volte di arte, ma quelli funzionano a modo loro. E poi è da secoli che non mi azzardo a seguire il fumetto seriale, perché ogni bel gioco dura poco.

Ora possiamo anche disquisire su quanto sia quel “poco”, tenendo anche conto che ciò che è poco per una storia o personaggio può non esserlo per qualcun altro, dipende dalla qualità. Ma esiste un limite oltre il quale nessuno è in grado di spingersi se vuole mantenere una certa credibilità, poche storie. Coi film, così come con le serie tv, il discorso è lo stesso. Il punto è che forse lo penso solo io, per cui non si contano i cinecomic già progettati o in lavorazione, di solito sequel di qualcosa di già cominciato.

In tutto questo non è certo Suicide Squad il titolo più a rischio di saturazione, dato che dedicare un film a una super squadra di cattivi dei comics è ancora una cosa inedita. Il regista e sceneggiatore poi è David Ayer, un uomo di cinema con talento e una certa passione per le storie toste, se avete visto Harsh Times o Training Day sapete cosa intendo. No davvero, non ci sono premesse negative per Suicide Squad, è un film a cui guardo con simpatia. Hanno pure l’asso nella manica, o meglio il Joker: discreta mossa testare Jared Leto senza addosso le aspettative che titoli come “Batman” o “Justice League” inevitabilmente comporterebbero. Del resto, ormai è prassi che i pesi massimi entrino in punta di piedi, vedi Spiderman in Captain America: Civil War o lo stesso Batman di Ben Affleck in Batman V Superman.

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Ma c’è un altro vantaggio che la Warner/DC può prendersi: fare frutto dell’esperienza del rivale Deadpool. Quando è stato chiarito che Suicide Squad non avrebbe avuto il rating R, ma un ben più comune pg-13 qualcuno ha storto il naso: come si può mettere in scena un branco di villain senza un adeguato tasso di violenza esplicita?

La risposta è si può, eccome se si può. Questo non è Il Silenzio degli Innocenti o Seven, ma un film guascone e sgargiante per divertirsi con il lato più folle dell’universo DC. Non è un trattato sulla cattiveria dell’animo umano, non occorre alcuna scena di sangue spinta o raccapricciante. Il pg-13 è un limite solo in determinati casi.

Se devi portare in scena Wolverine, un tizio che ha gli artigli e che colpisce con quelli i suoi avversari, allora non hai molta scelta, ma solo per una questione di credibilità della messa in scena e di rispetto per una peculiarità di base del personaggio. Ma con tizi deformi e mostruosi o truccati da clown che maneggiano armi classiche come mitra e mazze da baseball non occorre nessun rating R. Anzi, si spera che la sua assenza abbia spinto a pensare le scene in modo più creativo. Se prendi Joker o Killer Croc e poi li fai comportare in tutto e per tutto come Tony Montana significa che tutta questa sarabanda di cinecomic è solo questione di costumi colorati. E poi c’è il caso Deadpool, come dicevamo.

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Il mutante Marvel ha fatto il botto, ma personalmente non sento alcun bisogno di altri film così gratuiti. L’abbattimento del pg-13 è già stato celebrato dal film con Ryan Reynolds, per cui circolare, non c’è più niente da vedere su quel fronte. A Suicide Squad tocca se mai il passo successivo: sdoganare i bad guys e il nuovo Joker in particolare, e dare credibilità alla formula oltre che, ovviamente, lanciare Margot Robbie in modo definitivo, consacrare lei e la sua Harley Quinn.

Non è un caso se insieme al Joker è il personaggio con più riflettori addosso. Non solo perché la Robbie ha quel tipo di bellezza assoluta con cui prima o poi il pubblico deve fare i conti, ma anche perché viviamo nel periodo in cui i personaggi femminili prendono il comando di molti blockbuster. Da Hunger Games a Star Wars, le quote rosa sono in rialzo e in un attimo la cosa è già diventata un trend consolidato.

Suicide Squad rischia anche di sfatare il mito dei cattivi come personaggi più popolari: cosa succede quando diventano i protagonisti e il punto di vista della storia è il loro? La loro aura mitica resiste ancora? Ma su Joker non lo sapremo mai, visto che sembra più una guest star che un protagonista. Comunque ci siamo capiti, non facciamoci problemi per il pg13, è uno di quei limiti educativi che vietano ben poco di importante e aprono invece tutto un panorama di possibilità, se il film è in mano alle persone giuste. Sarà il caso di David Ayer? Mi riguardo Fury, e credo di avere la risposta.

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