L’inarrestabile M. Night Shyamalan: dopo il trionfo con The Visit ecco il nuovo horror Split

È dall’uscita di The Visit che inneggio forsennatamente al ritorno del grande M. Night Shyamalan. Più che di un ritorno, si tratta a mio parere di una vera e propria resurrezione. Dopo l’incredibile filotto di imbarazzanti flop inanellati dal regista di nazionalità indiana-americana tra il 2006 e il 2013 (ripetiamo insieme: Lady in the Water, The Happening, The Last Airbender e After Earth, arrghhhhh), il buon vecchio M. Night sembrava davvero spacciato.

E anche io, suo fan di vecchia data, non potevo fare a meno di sentire echeggiare nella mente le parole profetiche di Marcellus Wallace in Pulp Fiction (lui parla di pugili ma si può applicare tranquillamente a qualsiasi campo professionale): “Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l’età, non è così”. Insomma, devo ammettere che anch’io, come tanti, mi ero ormai rassegnato all’idea che il culo di M. Night Shyamalan fosse diventato aceto.

Ma poi con il capolavoro The Visit ho dovuto ricredermi, avendo dinanzi agli occhi la prova che il culo di M. Night non è aceto, au contraire, è un pregiatissimo Chateau Lafite d’annata. Ma come? La prima cosa che mi è venuta da pensare è che M. Night abbia applicato alla lettera l’appello che Marcellus Wallace rivolge, in chiusura di conversazione, al pugile Butch Coolidge: “È l’orgoglio che ti blocca il cervello e te lo mette nel culo. Mettiglielo tu nel culo. L’orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai! Supera certe cagate.”

Eh sì, la visione di The Visit fu la prova lampante che M. Night Shyamalan aveva decisamente “superato certe cagate” ed era tornato a fare sul serio. E ora, il trailer della sua nuova fatica Split mi conferma che il nostro eroe sta continuando in questo rinato e glorioso percorso all’interno del cinema americano. L’idea del film è incentrata su un tizio, interpretato da James McAvoy che bisogna dirlo ha una discreta cartola, il quale è affetto da un devastante disturbo dissociativo dell’identità. Nello specifico, sono ben 23 le personalità che lo abitano e che non lo lasciano stare. Al punto da convincerlo a rapire tre adolescenti indifese per dare sfogo alle sue psicosi incontrollabili.

Bene, diciamo subito che il film parte da una premessa discretamente cool. E vedere il trailer in cui McAvoy interpreta con disinvoltura uno psicopatico dall’aria insopportabilmente perfezionista, una distinta signora di mezz’età e un giovane campeggiatore dall’aria simpatica, non può che riempire di entusiasmo, aspettativa e stima per il “born again filmmaker” M. Night Shyamalan.

Belle sensazioni, che vengono rafforzate dal fatto che il team alla base di Split è lo stesso di The Visit (su tutti il produttore Jason Blum, un signore che per la cronaca ha fondato una delle case di produzione horror più cool in circolazione, la Blumhouse). Qui sotto potete vedere il trailer. E ora alziamo tutti insieme i calici per brindare al ritorno del grande M. Night.

 

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