Doctor Strange Marvel

I superpoteri più adatti al Cinema: Doctor Strange

Piccolo test per vedere se siete persone previdenti: se poteste scegliere un superpotere da possedere, quale sarebbe? Potete pensarci, prendetevi tutto il tempo che volete, l’importante è fare la scelta giusta. Ma qualunque cosa scegliate assicuratevi che un domani venga bene in un eventuale film, altrimenti scordatevi pure una trasposizione delle vostre gesta su grande schermo. O almeno una di classe. Abbiamo parlato diverse volte dei problemi dei cinecomic, vale a dire del 50% e forse più dei blockbuster odierni. Questo entra nel novero, i superpoteri sono molto fighi disegnati sulla carta ma quando li porti al Cinema rischiano di andare troppo sopra le righe, e da lì alla rovina il passo, ancorché non obbligato, è breve. Doctor Strange sembra aver fatto tesoro di questa lezione.

Non è così difficile immaginare che i personaggi meno blasonati della Marvel e della DC possano offrire l’occasione per film più creativi e diagonali, meno canonici. Quando guardiamo un trailer degli Avengers o di Batman V Superman in termini di azione vediamo per lo più cose in linea con quello che ci aspettiamo, tra cui gente in costume che si picchia molto forte e cose che esplodono. Quando vediamo il trailer di Doctor Strange cosa ci ricorda?

A me ricorda più Batman Begins, certo non il solito cinecomic, e Inception, certo non il solito blockbuster, e non è affatto un male. Non è questione di copiare qualcosa, ma di ispirarsi per un’impostazione un po’ diversa, qualcosa che permetta di usare un film ad alto budget per esplorare qualche aspetto un po’ atipico di ciò che definiamo “spettacolare”. Scoprire che un palazzo lo puoi far collassare in mille pezzi, sì, ma anche semplicemente spostarlo o capovolgerlo, in modo da destabilizzare lo spettatore, regalargli il brivido di una vertigine, invece che fare il solito strike con i grattacieli per sentire il pubblico esultare a pieni polmoni come dagli spalti di uno stadio.

Quando poi di palazzi ne sposti a decine in un colpo solo, descrivendone i movimenti con precisione ed eleganza, conservando una geometria del caos, ecco che hai tutta una gamma di possibilità visive e suggestive che prima quasi non credevi esistessero. Se poi a tutta questa riorganizzazione dello spazio aggiungi un nuovo modo di collocare personaggi e oggetti allora il tuo esperimento acquista una terza dimensione spendibile in termini narrativi e non solo decorativi, poiché le città capovolte e i mari aperti costringono i protagonisti a comportarsi in modo differente. Il trailer di Doctor Strange fa quest’effetto, grazie anche a qualche scelta leggermente più paradossale del solito, tipo riprendere questi scenari cangianti e fluidi con una fotografia ultra realistica.

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Quando ricorri ai trucchi digitali la nitidezza nel mostrare le cose diventa l’unica ancora alla realtà, la barriera definitiva tra il live action e l’animazione pura, l’unico modo di giocare pulito se approcci una materia tutt’altro che realistica. Se poi si vedono lampi di Batman Begins e Inception non stai solo alzando la posta in gioco, ma stai anche avvisando il pubblico che può coltivare delle aspettative alte sul tuo prodotto. Lo stesso Benedict Cumberbatch ha detto che ci aspetta un film Marvel differente e innovativo.

Non è male che in Doctor Strange il concetto diventi più filosofico alla Matrix, e dal trailer sembra che la magia sia molto più importante e presente dalle mazzate pure e semplici. Quando si prendono i mezzi di uno studio potente e li si adopera per cercare di fare qualcosa di diverso, beh trovo che il gioco diventi molto interessante. Quando anche il cast viene assemblato seguendo criteri un po’ meno ovvi e piazzando le facce giuste nei ruoli giusti, allora le cose vanno anche meglio.

Mads Mikkelsen è, oltre che una scelta non scontata, un ottimo attore; Rachel McAdams dopo True Detective 2 è una garanzia qualunque ruolo le venga affidato, e sarà straniante rivederla nei panni di una persona che si presume essere compassionevole. Per Cumberbatch il dubbio non è sulla bravura, quanto su come renderà il carisma necessario a un personaggio dei fumetti non dei più popolari, che dovrebbe reggere buona parte del film (e del franchise). Sarebbe bello anche che riuscisse a non farsi rubare la scena dal villain, come a volte succede in questo tipo di prodotti. Ma soprattutto non avrei mai immaginato di vedere questi attori tutti nello stesso film. La cosa promette bene. Chiaro che il film fa ancora a tempo a tradire tutte queste aspettative, non sto dicendo che l’upgrade sia ormai certo.

Comunque tutta questa faccenda di puntare il dito appena si vede un riferimento diverso dal solito, quasi che sia un peccato avere ambizioni più alte, è uno dei più grandi controsensi che scattano in un certo tipo di spettatore, che se gli propini sempre la solita minestra non dice niente, ma se vede qualcosa di più insolito comincia a parlare di scarsa originalità. Lasciamoci tutto questo alle spalle, e vediamo dove ci porterà questo Doctor Strange.

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