Captain America: The Winter Soldier

Captain America: The Winter Soldier – Le 10 cose migliori

Tra meno di un mese uscirà Doctor Strange, il prossimo cinecomic targato Marvel Studios, annunciato a più riprese come un diversivo all’interno della loro produzione. In attesa di scoprire come, rispolveriamo quello che considero il miglior film dei Marvel Studios fino a oggi. Captain America: The Winter Soldier ha riscosso applausi scroscianti un po’ a tutti i livelli, ma forse possiamo spingerci più in profondità e mettere a fuoco le ragioni precise di questo trionfo, i dieci segreti del suo successo.

1) Winter Soldier, col suo traslare Capitan America in un contesto di action-thriller cospirazionista e paranoico, dimostra due cose: uno, di aver compreso il suo personaggio fino in fondo e di distinguerlo dai compagni di scuderia; due, di aver colto quest’occasione per agganciarsi a un’idea di cinema tradizionale invece che ripiegarsi nell’autoreferenzialità tipica dei cinecomic.

2) Pur vantando la piena cittadinanza nel progetto dell’Universo Espanso, Winter Soldier è un film maledettamente e felicemente autonomo, il che vuol dire che più di tutti gli altri si arrangia e punta tutto su se stesso, ottenendo guarda caso il meglio. Se si fosse appoggiato di più alla “famiglia” ne avrebbe certamente sofferto.

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3) Dimostra una volta di più come i supereroi siano spettacolari anche con costumi sobri e senza grandi fasci di luce colorata: Capitan America veste una versione molto spenta del suo costume classico per quasi tutto il tempo, e Bucky ha semplicemente uno dei migliori look visti finora nel Marvel Universe: la sua divisa spartana e sinistra bilancia alla grande la stravaganza del braccio metallico, che è una figata pazzesca e resa in modo impeccabile. Morale della favola, non bisogna temere il restyling “realistico” nei cinecomic, texture grezze e colori desaturati hanno tanto da offrire. Inoltre, a essere determinante è la fotografia.

4) L’interazione vincente con Vedova Nera, merito anche di Scarlett Johansson, che in questo ruolo fa sempre del suo meglio, tutta simpatia, attrazione e carisma.

5) L’idea di porre Capitan America al centro di azioni di gruppo che non siano gli Avengers, sfruttando quindi le tensioni interne tipiche di una squadra in cui c’è un solo fuoriclasse. Un trucco di sceneggiatura che aumenta molto la tensione narrativa e contribuisce a definire i caratteri dei personaggi, oltre che a umanizzare l’eroe.

6) L’uso parsimonioso del Soldato d’Inverno che, per quanto è azzeccato e ben inserito nella storia, fa un po’ la parte del Darth Maul della situazione: arriva due o tre volte, si mangia la scena e se ne va, senza neanche fare il ruttino.

7) Robert Redford. Vedere un simile gigante lavorare con tanta classe e umiltà in uno scenario per lui inedito e paradossale è un po’ una lezione di vita, oltre che di Cinema.

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8) Il terzo atto, comunque pieno di action e CGI che definire “sopra le righe” è riduttivo, riesce a limitare e variegare l’effetto baraccone rispetto ai canoni. Grazie anche al fatto che hanno lasciato fuori dal film tutti i personaggi con superpoteri troppo invadenti, la prova è che tutto il casino finale lo fanno gli helicarrier.

9) Le hanno lodate anche i sassi, ma il recente Captain America: Civil War ha dimostrato come certe cose abbiano bisogno di grande precisione: le scene d’azione. In Winter Soldier sono bellissime, mosse ma chiare e coinvolgenti. in Civil War, e qui vado fuori dal coro, a volte sono più finte, altre volte semplicemente più fumettistiche, in senso deteriore (la sequenza dell’aeroporto). A quanto pare l’equilibrio raggiunto in Winter Soldier non era poi così scontato.

10) Winter Soldier dimostra, ancora una volta, come si possa fare un cinecomic e un blockbuster più adulto (con margini di ulteriore upgrade) senza bisogno di avere fiotti di sangue sulla scena. Non sono la violenza e la crudeltà mostrate e fare migliore un film, ricordatevelo!

Peccato però che non abbiano osato di più a livello di regia. Basta il pre-finale sulle note di Trouble Man per far capire come anche solo usare una colonna sonora meno ovvia di uno score epico ma generico possa sortire effetti dirompenti, e alzare ulteriormente la qualità artistica globale. Ma almeno il film la strada la indica.

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