Arrival Denis Villeneuve Blade Runner 2

Cosa aspettarci da Arrival di Denis Villeneuve, con un occhio a Blade Runner 2

Che Arrival non sia il solito film di fantascienza super carrozzata si capisce al primo sguardo: le tute che indossano i protagonisti sono sacchi arancioni informi, l’astronave aliena è un dirigibile verticalizzato, così essenziale nella linea da non lasciare alcun appiglio per gli occhi. Ma come avete reagito al trailer? Io l’ho trovato deludente. Il nuovo film di Denis Villeneuve, regista di Prisoners e Sicario, uno che quando mette mano a un nuovo progetto si alza il vento tutto intorno, rivolge il suo sguardo alla fantascienza umanistica, come Contact o Interstellar, ma quello che abbiamo visto finora è solo una sequenza di scene e parole, montate insieme a oltranza, che non riesce a trasmettere la tensione che vorrebbe. Ma 15 recensioni sono già uscite, e Rotten Tomatoes assegna ad Arrival un bel 100% di consensi. L’unanimità.

Non che uno debba vederci chissà cosa in questi punteggi, a fine corsa potrebbe essere un altro film ordinario che vanta una ricezione più o meno positiva molto diffusa, come Mud o Captain America: Civil War; quello che conta è la media dei voti, se uno proprio vuole farsi un’idea dell’accoglienza.

Statisticamente è difficile che le cose rimangano così, ma vale per tutti i film (o quasi). Poco importa. La cosa bella è che Villeneuve abbia scelto una storia e una messa in scena molto sobrie, e che abbia la possibilità di dimostrare ancora una volta come gli eccessi di mezzi e CGI siano quantomeno inutili a fare grande Cinema e grande intrattenimento. Certo, bisogna stare attenti a non sbracare nel mattone d’autore.

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C’è qualche altra ragione particolare per augurarsi che Arrival sia bello? Di più, che sia eccellente, interessante, innovativo ma comunque di grande intrattenimento? Certo. Non solo perché significherà uscire dalla sala gasati a bomba, ma anche perché, mentre scrivo, Villeneuve sta girando Blade Runner 2, e lo sapete che significa: il progetto più ambizioso e più strano di Hollywood e dintorni degli ultimi anni (tanto da lanciare un messaggio forte anche solo come intenzione), la sfida più calda dell’immediato futuro, l’allineamento di talenti che tutti aspettavamo, la reunion dei Beatles.

Per cui sapere che il regista è in buona proprio con lo sci-fi sarebbe un gran conforto. Dico sarebbe, perché voglio vedere coi miei occhi prima di sbilanciarmi. Perché Blade Runner 2 può venire fuori in mille modi diversi, ma il presupposto può essere uno solo: un approccio speciale, sperando che Villeneuve e soci abbiano scelto quello giusto.

E se Arrival sarà effettivamente bello probabile che il problema sia uno solo: il trailer, così sequenziale e pieno di trama, vuole attirare l’attenzione del grande pubblico, che spesso in effetti considera la trama la cosa più importante; ma il film intero è destinato ad andare oltre, con una dimensione più astratta che semplicemente ancora non si riesce a vedere. Lo scopriremo presto, Arrival esce il 24 novembre.

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