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Cinema del terzo tipo: il teaser trailer di Blade Runner 2049

Non fatevi ingannare: il 2049 è l’anno in cui è ambientato il nuovo Blade Runner, ok, ma vista l’importanza del progetto – il sequel di quello che è generalmente considerato il secondo film di fantascienza più influente di sempre – è bello pensare che quel 2049 significhi in realtà che ci aspettano 2048 sequel in un’opera sola, almeno come ambizione. Dite che sono troppi? Ok, ma stando alle parole del protagonista Ryan Gosling, Blade Runner 2049 vale comunque più di uno:

È come tre dei film che faccio di solito, ma in uno solo. Parlo proprio della lunghezza, della portata e dell’esperienza. Non ho mai fatto una cosa così tanto avvolta nel mistero e con tanta attesa intorno.

Ora, dubito che per la lunghezza la cosa vada presa alla lettera (magari si riferisce alla durata delle riprese), ma per il resto era prevedibile ed è bello sentirne conferma dall’interno. Fare un sequel di Blade Runner senza vagonate di ambizione sarebbe un nonsense bello e buono. Quale che sia il risultato finale, e il film si candida a prescindere come pungiball per una buona fetta di pubblico e critica, l’attesa della sua uscita non avrebbe alcun senso se la posta in gioco non fosse così alta. Denis Villeneuve alla regia, Ridley Scott alla produzione, Roger Deakins alla fotografia… e potremmo continuare.

E ora finalmente abbiamo un assaggio molto stuzzicante di ciò che ci aspetta il prossimo ottobre, dopo mesi di lavorazione a porte chiuse e zero indiscrezioni, una roba che ci riporta a quando Internet era pura fantascienza. Di tutto si può dire su questo teaser trailer, ma non che quello non sia il mondo di Blade Runner. Il che non significa però che non ci siano delle differenze.

La prima delle quali è che quel layout della tetra Los Angeles del futuro nel film originale era ottenuto a colpi di modellini e mascherini, prospettive forzate etc., e per quanto fossero fatti bene, c’era un’aria di finto, di un finto artistico, che negli anni 80 e ancora nella prima metà dei 90 caratterizzava tanti bei film, da Dick Tracy al Batman di Burton a Il Corvo di Alex Proyas. Era bellissimo, ed era una cosa molto legata all’era pre-digitale, però riproposta oggi annullerebbe qualunque sviluppo estetico creativo.

Invece nel trailer di Blade Runner 2049 vediamo una perfezione più realistica, anche se il design e il sound sembrano molto fedeli agli originali. Eppure c’è quel cambio totale di atmosfera quando il personaggio di Ryan Gosling va a cercare Deckard: uno scenario fatto di luce gialla degno del finale di Skyfall (sempre Deakins), la testa della statua, la sabbia… che sia una delle Colonie Extra-Mondo di cui si parlava nel primo capitolo?

Tutti segnali, insieme all’immediato svelamento di Rick Deckard/Harrison Ford, che il film originale è il punto di partenza ma non quello di arrivo, che ci aspetta ben altro nel sequel, il sospetto della furba operazione nostalgia si squaglia come neve al sole. Il trailer mostra poco, ma quello che colpisce è quanto allo stesso tempo sia vicino e lontano dall’opera originale. Giudicate voi stessi, buona visione!

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