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Per un Suicide Squad migliore: meno CGI e più Joker

Ripensate ai blockbuster degli ultimi 15-20 anni. Qual è la prima cosa che vi viene in mente? A parte i supereroi dico. Esatto, gli affetti visivi generati al computer, quell’entità temibile meglio nota come CGI. Quando la vedi la riconosci, perché otto volte su dieci è il fondamento e la rovina di un film. E conoscete anche la più eclatante tra le sue ultime vittime, Suicide Squad.

Il cinecomic diretto e scritto da David Ayer si è beccato insieme centinaia di milioni di dollari di incasso e camionate di critiche, molte delle quali meritate. Ma, a dispetto dei problemi di montaggio che hanno catalizzato la maggior parte dell’attenzione, il vero problema è legato a un immaginario e un bestiario (vedi alla voce Incantatrice e quella roba semovente del fratello) troppo sopra le righe, una deriva che la CGI ha reso fin troppo facile. Magari non tutti la vedete così, ma io posso dire che lo stesso Ayer, ripensando alla sua opera, non sembra avere una visione troppo lontana dalla mia. Ecco alcune delle dichiarazioni da lui twittate negli ultimi giorni.

Farei le cose diversamente? Certo che sì. Vorrei avere una macchina del tempo. Renderei Joker il villain principale e metterei insieme una storia più verosimile.

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Bingo. Anche se il Joker di Jared Leto di per sé è venuto fuori maluccio, la sua relazione con Harley Quinn è uno dei topic più fertili di Suicide Squad, e non è difficile immaginare dinamiche più interessanti di quelle che abbiamo avuto con l’Incantatrice. Né può esserci alcun dubbio che Ayer avrebbe lavorato su materiale molto più compatibile con la sua vena noir.

Questo forse non sarebbe bastato a rendere il film memorabile, ma probabilmente avremmo portato a casa qualcosa di più di quello che ci è toccato, per il semplice fatto che il Joker non ha bisogno di alcuna CGI per scorrazzare sulla scena, e neppure l’azione che lo vede protagonista ha necessità di mettersi sotto steroidi. Un bel ritorno al vero senso dello spettacolo blockbuster, con una concretezza visiva e una ri-umanizzazione delle tempistiche e delle logiche della narrazione, fantastica o no, che di recente sta comunque recuperando terreno. La CGI non è sbagliata di per sé ma, essendo virtualmente illimitata nel suo potenziale, ha bisogno di essere amministrata sempre con disciplina ferrea. Il che significa, il più delle volte, considerarla un mezzo e non un fine.

Una dimostrazione attuale che questa è la strada da imboccare è il miliardo di dollari che Star Wars Rogue One ha appena totalizzato al botteghino mondiale: segnatevi questo titolo, perché può essere un gran presagio. Magari insieme alle critiche ricevute per Suicide Squad servirà come ispirazione anche alla Warner per Gotham City Sirens, di nuovo diretto da David Ayer. Statene certi, alle giuste condizioni è l’uomo giusto per questo genere di lavori. Del resto, le parti migliori di Suicide Squad sono quelle più realistiche, e non è un caso. Inoltre, sempre che sia della partita, potrebbe essere l’occasione d’oro per redimere il nuovo Joker dopo la crepa con cui ha esordito.

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