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Perché Mel Gibson sarebbe il regista perfetto per Suicide Squad 2

Nell’infinita rivalità tra seguaci Marvel e DC voi dove vi collocate? Da nessuna parte spero, quello che importa è avere dei bei film, giusto? Magari stanno attraversando un periodo difficile, ma i cinecomic di casa DC hanno un passato glorioso, neanche tanto remoto, e rappresentano ancora l’alfa e l’omega del filone. Sono stati campioni del mondo in tempi recenti con la trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan, e lo sono stati anche prima dell’invasione dei supereroi. Il big bang del comic-movie fatto come si deve infatti appartiene a loro, prima col Superman di Donner e poi con Batman, quello dell’89. Hai voglia a dire che è vecchio, fa ancora le scarpe a tutto il genere, andata e ritorno, e sembra che continuerà per un pezzo. Ma un cambiamento potrebbe anche essere possibile, specie se Mel Gibson finisce per dirigere davvero Suicide Squad 2.

Il regista di Hacksaw Ridge è in trattative con la Warner per rimettere in sella la superband di villain che si battono contro villain più cattivi di loro, e sembra davvero la migliore idea del mondo al momento. Qualcuno dirà che già David Ayer era una scelta tostissima sulla carta, col suo curriculum di crudi crime thriller metropolitani, ma che il risultato ha lo stesso deluso le aspettative. Vero. Il punto è che se la Warner si rivolge a Gibson, che è un’autorità di ben altro livello e un personaggio ben più trascendente, probabile che le intenzioni stavolta siano diverse, che non ci si voglia guardare indietro ma anzi imboccare con decisione la strada in salita.

Il fronte commerciale tanto sarebbe coperto: chi al mondo non vorrebbe vedere un cinecomic diretto da Mel Gibson? Specie dopo le sue recenti dichiarazioni al vetriolo sul genere con tanto di titoli. Magari è la volta buona che superiamo la deriva fantasy che affligge i blockbuster moderni. Ma se anche restasse qualche elemento narrativo soprannaturale non c’è da aver paura: Mel Gibson ha pur sempre diretto The Passion, e sta pensando al sequel che potrebbe essere ambientato nell’aldilà.

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Parliamo dell’uomo che ha reso Martin Riggs un’icona action carismatica e folle come poche altre, nella serie Arma Letale. Chi meglio di lui per dare un’altra chance al Joker di Jared Leto? Per non parlare del fatto che con Margot Robbie ci sarebbe un’australian connection mica da ridere, e che si dice che Mel desideri da tanto lavorare con Will Smith. Perché certo Suicide Squad 2 ha bisogno di un regista capace e libero di agire, ma ha anche bisogno di un approccio più da attori e meno tecnologico, occorre che chi lo fa abbia a cuore prima di tutto di stampare a fuoco personaggi indimenticabili, neutralizzando le mille trappole della CGI.

Se c’è un momento buono per buttare dalla finestra tutte le credenze limitanti è proprio ora: ora che Deadpool ha stravolto il boxoffice con un rating R, ora che Logan – The Wolverine e Blade Runner 2049 con ogni probabilità si apprestano a fare altrettanto e che saghe come Star Wars riscoprono il fascino del blockbuster epico ma sobrio che sbanca i botteghini come ai bei vecchi tempi. Per dare una svolta bisogna fiutare il cambiamento un attimo prima e poi agire di conseguenza. Tanto il bagaglio tecnico-narrativo c’è tutto.

Dalle battaglie medievali di Braveheart alle sparatorie di Arma Letale, passando per i deserti distopici di Mad Max, Mel Gibson ha vissuto tutto il cinema d’avventura possibile sia davanti che dietro la macchina da presa, ed è buono tanto per il boxoffice che per l’Academy (sei le candidature per Hacksaw Ridge, e di quelle che contano), oltre ad aver percorso la parabola del rise and fall e ritorno, fino a rivedere le stelle dall’altra parte. Ma la ragione più importante è che vogliamo divertirci.

Forse era impossibile schivare la sbronza tecnologica del 2000, ma ora quel momento è passato e possiamo tornare in noi stessi. Una gran parte del pubblico vuole che un veterano certificato del cinema, che però alle roundtable con gli altri registi ruba la scena a tutti come se avesse vent’anni, venga a lasciare il segno, senza temere confronti con nessuno e possibilmente tracciando la pista per tutti quelli di buona volontà che arriveranno dopo. Se poi non sanno cosa fargli fare, perché non affidargli il prossimo The Batman? Dopo che Ben Affleck ha lasciato la regia e pure con Matt Reeves l’affare è sfumato potrebbe essere un modo anche per chiudere il cerchio: Gibson era stato tra i papabili Batman ai tempi di Tim Burton. Se nel suo destino c’è davvero il pipistrello tanto vale levarsi il pensiero.

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