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Triple 9 poster e red band trailer

Come una bestia feroce: lo scioccante red band trailer di Triple 9

Sono pochi i trailer capaci di lasciarti tramortito sulla sedia, lo sguardo inchiodato allo schermo del pc e il cervello intorpidito come te lo avessero immerso in una vasca piena di liquido antigelo. Di certo, il red band trailer di Triple 9 è uno di questi. Guardarlo è come attraversare l’inferno a bordo di un furgone lanciato in retromarcia a tutta velocità, con la testa bloccata dal nastro adesivo, i piedi inchiodati al pedale dell’acceleratore e le mani incollate sul volante.

Tutto quello che potete fare è godervi quei due minuti e diciannove secondi di pugni in faccia, sussultando al canto delle mitragliette, dondolando la testa al ritmo inquietante della filastrocca “This Little Piggy” rivisitata in chiave horror e digrignando i denti ogni volta che il livello di cattiveria e badassery generalizzata raggiunge picchi insopportabili. Il film di John Hillcoat – regista australiano che qualcuno ha definito con geniale precisione “un esistenzialista della violenza” – si candida a diventare una delle opere più forti di tutto il 2016 (uscirà a febbraio). Merito anche di un supercast di grandi attori nei panni di cattivi che fanno cose cattive: Woody Harrelson, Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Anthony Mackie, Norman Reedus per dirne solo cinque.

Una trama, quella di Triple 9, che nella sua scarna follia è forse una delle più belle mai raccontate al cinema: un gruppo di poliziotti corrotti ricattati dalla mafia russa e costretti a mettere in atto una rapina apparentemente impossibile che contempla, tra le altre cose, l’omicidio di una recluta della polizia. Boom. In un attimo capolavori del genere heist movie come The Killing, Point Break e Inside Man sono scappati in bagno a cambiarsi il pannolone. Una cosa è chiara: le aspettative sono altissime. Da qui a febbraio sarà un’attesa snervante.

Unfriended, lo spaventoso horror in cui la morte corre su Skype

Unfriended, lo spaventoso horror in cui la morte corre su Skype

Ci avete fatto caso? Il 90% delle volte i protagonisti dei film dell’orrore sono giovani. Liceali, universitari, cheerleader, babysitter, atleti, celebrità in erba, buttafuori, zarri di periferia, nerd, alternativi, fighetti o fricchettoni. Sono sempre loro – con la loro voglia di esplorare il mondo, di tuffarsi a capofitto nelle situazioni e di divertirsi come matti – a cacciarsi nei guai. E a fornire a tutte le leggende urbane, a tutti i racconti dell’orrore da campeggio e a tutti i meme terrificanti diffusi sui social network la materia prima di cui hanno bisogno.

Trattando quasi esclusivamente di giovani – che sono i trendsetter per eccellenza – il cinema horror è anche puntualmente il pirimo a ironizzare, riflettere e raccontare nuovi costumi, nuove tecnologie e nuove mode che attraversano la società. Non c’è da sorprendersi dunque – e anzi, forse arriva anche con un po’ di ritardo – se sta per uscire al cinema il primo film horror girato interamente attraverso videochat di Skype. A ll’inizio degli anni 00 era stato l’horror giapponese The Call a fare il verso a quella che all’epoca era la novità tecnologica per eccellenza, il telefonino.

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The Call: telefonini mortali

Poi, più avanti, la saga di Paranormal Activity ha voluto giocare con l’ormai inarrestabile boom dei “camcorder”, videocamere piccole compatte economiche e digitali, che ci ha reso possibile riprendere e condividere ogni istante delle nostre giornate cambiando così il nostro modo di vivere e raccontare la quotidianità. Con Open Windows, il brillante regista Nacho Vigalondo ha costruito un film interamente raccontato attraverso schermate del computer.

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Smiley: un simpaticone a piede libero.

Di recente, il mediocre Smiley ha anch’esso tirato in ballo il mondo delle videochat per raccontare la storia di un mucchio di studenti svampiti e poco perspicaci terrorizzati da un mostro che si materializza durante una conversazione quando si digita sullo schermo per ben tre volte “I did it for the lulz”. Lo ha fatto però in modo convenzionale, banale, standard. Invece Unfriended, a prescindere dalla sua qualità, che potrà essere verificata soltanto al momento dell’uscita nelle sale, può già fregiarsi del primato.

Quello, per l’appunto, di essere il primo film interamente raccontato attraverso sessioni di videochat su Skype. Tutta russa la produzione del film. Finanziato dalla società moscovita Bazelevs Production, è diretto dal pressochè sconosciuto Levan Gabriadze (regista nel 2011 di una commedia romantica la cui unica nota familiare al pubblico occidentale è la partecipazione di Milla Jovovich) e supervisionato dal Timur Bekmambetov di Wanted.

Inizialmente, Unfriended doveva intitolarsi Cybernatural, ma alla fine la produzione ha optato, perlomento sul mercato USA, per il titolo attuale. Il film uscirà nelle sale a stelle e strisce il prossimo aprile, portando sullo schermo una storia di vendetta del tipo “so-cosa-hai-fatto” aggiornata secondo i lunguaggi e i canoni della generazione dei Millennials.

Eccovi, qui sotto, il trailer:

I Simpson contro i Simpson: succederà ad Halloween!

Non so voi, ma per me ripensare ai primissimi Simpson equivale a fare un tuffo a candela nel periodo a cavallo tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ‘90: un’epoca di transizione. Uno spartiacque tra due mondi. Quello delle elementari, con la smania per gli Exogini, le figurine Sgorbions e le action figure di Hulk Hogan e André the Giant.

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I mitici Exogini. Ma voi ce l’avevate Mefisto in versione nera??? (Image courtesy of L’antro atomico del Dr. Manhattan)

E le medie: un periodo segnato dall’emergere delle prime ansie di autodeterminazione estetico-sociale; da cui l’obbligo di avere uno zaino Seven o Invicta, la vergogna se non si poteva sventolare in classe un diario targato Comix o Smemoranda e l’invidia manifesta per i compagni che potevano permettersi le agognate Air Max 270.

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Leggendarie Air Max 93 (anche conosciute come Air Max 270). Chi le aveva era praticamente adorato come un dio e aveva frotte di ragazze – è proprio il caso di dirlo – ai suoi piedi.

E a vegliare su tutto questo turbinio di emozioni, speranze e riti di passaggio c’erano proprio loro: i primissimi Simpson, quegli ometti gialli, tremanti e sghembi che fecero il loro debutto italiano l’1 ottobre 1991 su Canale 5 (nella loro patria, gli Stati Uniti, l’esordio era avvenuto già nel 1987 sottoforma di piccoli corti animati trasmessi durante il Tracey Ullman Show) diventando l’emblema di un’epoca.

E che grazie alla loro verve irriverente, alla personalità chiassosa e all’ironia sempre affilata, hanno dato un nuovo volto e un nuovo significato al concetto di “cartone animato”.

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Lo storico logo di Canale 5. Ah, quanti ricordi!

Ora, a 27 anni dalla loro nascita, i Simpson vivranno un momento molto speciale in occasione del tradizionale episodio speciale di Halloween intitolato Treehouse of Horror, – da noi La paura fa Novanta – che andrà in onda negli Stati Uniti il 19 ottobre 2014 (da noi arriva solitamente con alcuni giorni di ritardo).

E sarà un revival senza precedenti nella storia dei Simpson. Sì perché i vecchi Homer e famiglia si erano già visti in due occasioni (in Cosa aspettarsi quando si vuole aspettare, terzo episodio della ventiquattresima stagione; e, l’anno scorso, nella sigla dello speciale Halloween realizzata in esclusiva da Guillermo del Toro), ma questa volta godranno di un ruolo senza precedenti. Secondo le indiscrezioni degli autori, i vecchi Simpson – assassinati e sepolti sotto casa Simpson – torneranno a visitare i loro discendenti sottoforma di fantasmi. In America sarà un duello di virtuosismi vocali per i doppiatori della famiglia gialla, che sono sempre rimasti gli stessi ma che qui dovranno provare a “ricreare” le loro “vecchie” voci in un dialogo surreale e imperdibile.

Ma qui da noi? È un grosso problema quello che si profila sul fronte del doppiaggio italiano: già, il nuovo doppiatore di Homer, Massimo Lopez – subentrato al compianto Tonino Accolla, scomparso il 14 luglio 2013 ma eternamente immortalato nella nostra gratitudine e nella nostra ammirazione – ha ricevuto un’accoglienza gelida dai fan della serie. E in più ora come farà a restituire in modo convincente la voce dello “storico” Homer? E se non lo farà lui, chi lo farà? È proprio il caso di dire “Ai posteri l’ardua sentenza”. Intanto i Simpson continuano a essere i Beatles dei cartoni animati. Eppure io continuo a sentire una fortissima nostalgia per quelli del 1991.

Image credit: FOX  I Simpson contro i Simpson: succederà ad Halloween! The Simpsons Tracey Ullman
Image credit: FOX

Il fascino “discreto” di Interstellar

 

…E qui potete ammirare il Gate. Negli aeroporti ce ne sono tanti, a noi ne basta uno, dove troverete i film che attendiamo con maggiore interesse, e vista la media di quest’epoca vi assicuriamo che un solo gate è più che sufficiente.
Interstellar-poster  Il fascino "discreto" di Interstellar Interstellar posterIl film che attendiamo nell’immediato futuro è Interstellar di Christopher Nolan. Sarò sincero: i primi due trailer mi avevano azzerato qualunque aspettativa, avevo pensato “ok, anche Nolan è andato, è stato bello finché è durato.” Mi sembrava infatti che quello in cantiere fosse solo un omaggio/ fotocopia di un certo tipo di Cinema ormai, diciamocelo, superato. Eppure, nel web, tutti giù a piangere di gioia: mi sembrava di vivere in un mondo in cui la gente non vedeva l’ora che Nolan diventasse lo Spielberg di trent’anni fa, una prospettiva non troppo sensata.
Poi è arrivato il terzo trailer, ed è stato come imboccare un wormhole e schizzare lontanissimo da quella brutta sensazione di stallo. Sì, nel trailer c’è la gente che piange e si dice “ti voglio bene”, ma c’è anche il maledetto senso del Cinema al top delle sue possibilità, vedere cose straordinarie in modo straordinario, senza per questo spiegare cosa ci attende veramente nei profondi recessi del film. Per non parlare di ciò che è solo accennato, come quella specie di grosso Zippo snodabile che fa capolino in un paio di frame. E, non ultimo, il terzo trailer implica che i primi due erano sottotono per scelta. In un’epoca in cui i prodotti cinematografici vengono svenduti a brandelli già in fase promozionale e prima della visione in sala, questa cosa può avere un solo nome: rivoluzione.
Interstellar esce in Italia il 6 novembre. E, come sempre quando si tratta di Nolan, la posta in gioco è altissima, nel bene e nel male.