Browsing Tag

il risveglio della forza

Colin Trevorrow Jurassic World

Colin Trevorrow e Jurassic World 2: la questione animatronic e CGI

Su questi schermi mi è capitato spesso di lamentarmi di come la CGI – gli effetti visivi generati al computer – abbia sostanzialmente inquinato il cinema degli ultimi 15-20 anni, rendendolo di fatto peggiore di quello che potrebbe essere. Ovviamente, si tratta di un problema dei film ad alto budget, che spesso sono così pieni di corpi digitali proprio per questo viziaccio di demandare gran parte del lavoro creativo a qualcosa che si può realizzare solo in post-produzione. Ma il limite non è solo esteriore, visivo.

Il problema nasce dalla consapevolezza che il computer ti offre un arsenale sterminato di immagini in movimento, niente è troppo estremo o fantasioso per uno strumento virtuale come quello. Ma questa consapevolezza di avere munizioni infinite ha scavato una fossa abissale sotto i piedi del genio creativo hollywoodiano: se il film lo puoi assemblare a colpi di effetti visivi, perché sprecarsi a scrivere una bella sceneggiatura?

Colin Trevorrow ha diretto Jurassic World, uno dei più grandi incassi della storia del cinema. Dirigerà anche l’episodio IX di Star Wars. Ora, a me Jurassic World non è piaciuto, ma non importa. Quello che conta è che il regista, parlando del prossimo film sui dinosauri, ha casualmente specificato in parole semplici questo concetto del rapporto tra effetti visivi e scrittura pura e semplice. Tra le altre cose Trevorrow afferma questo:

 

[…] Abbiamo scritto delle opportunità per gli animatronic in questo film, perché è una cosa che deve partire dalla scrittura.[…]

 

Buono a sapersi, anche se lo sapevamo già: la scrittura di una sceneggiatura cambia se sai di avere o non avere certi mezzi a disposizione. Il bello è sentirlo detto da uno che opera al centro del business, che sa bene di ciò di cui parla. Trevorrow tocca questo tasto mentre spiega che gli animatronic sono indicati solo per certi movimenti dei dinosauri, e che per il resto occorre la CGI.

Colin Trevorrow Jurassic World  Colin Trevorrow e Jurassic World 2: la questione animatronic e CGI 86462
Patente e libretto, prego

Certo, nessuno ne dubita. Il fatto, e qui parlo del cinema in generale, è che il “resto” in questione esiste perché esiste la possibilità di usare la CGI, e non viceversa. Si usa la tecnologia solo perché c’è, non per altro. Se il digitale non esistesse, e ci si dovesse arrangiare con la pellicola, la gente scatterebbe foto di qualunque cosa per poi postarle sui social?

Se ci si limitasse a girare solo ciò che si può fare dal vivo e usare la CGI solo per le rifiniture questo problema non ci sarebbe. Non ci sarebbe neppure alcun vero limite artistico, perché a oggi non esiste alcuna prova che le scene con la CGI illimitata siano più efficaci, o che siano più belle da vedere, ma soprattutto non esiste alcuna prova che la CGI, per quanto ben fatta, renda un film migliore. Anzi, nove volte su dieci abbiamo le prove del contrario.

Ma, e qui viene meno qualunque alibi, esistono anche grandissime produzioni che riducono al minimo gli effetti digitali e che stanno riscoprendo il fascino e la disciplina che solo effetti pratici e solidi possono portare. Dai nuovi Star Wars ai film di Christopher Nolan, parliamo comunque di trionfi di botteghino, ergo la vecchia scuola in termini di soldi paga quanto la nuova. E guarda caso ne Il Risveglio Della Forza l’unica cosa visivamente stonata dal punto di vista visivo e concettuale è Snoke, il mostro digitale sempre nascosto nella penombra.

Perché quello contro cui si accanisce la critica e la fascia di spettatori dal gusto più educato non è il fatto che i blockbuster siano fatti con le montagne di dobloni, ma che spesso perdano l’anima nel flusso dei miliardi, quelli che escono per le spese e quelli che rientrano al botteghino. Anche fregandosene della critica, Hollywood potrebbe davvero puntare in alto e offrire al mondo un cinema che sia veramente unico e invidiabile, cioè fatto con mezzi che nessun altro si può permettere, ma anche con tutto il talento possibile. Per rinforzare la mia tesi, dato che le immagini contano più delle parole, vi lascio con un minuto e mezzo di video con le prove del vecchio T-REX di Jurassic Park. Have fun!

Star Wars Rogue One Il Risveglio della Forza

Da Il Risveglio della Forza a Rogue One, lode al nuovo look di Star Wars

Come ho già scritto altrove, non sono un fan di Star Wars, e non attendo con ansia i film antologici come Rogue One: A Star Wars Story, l’unico capitolo che aspetto con curiosità è episodio VIII, perché lo scrive e dirige Rian Johnson. Il che significa che sono più interessato a come questo talentuoso giovane autore vede la saga più popolare di sempre che alla saga in sé. Non vogliatemene, ma qui si parla di Cinema e non solo di affetto per un film. Ma c’è una cosa vista nei trailer di Rogue One che merita di essere evidenziata: il look.

La nuova trilogia di Star Wars, diretta interamente da George Lucas, aveva un aspetto troppo patinato e levigato per i miei gusti. Se racconti una storia ultra classica dal sapore mitologico, con creature di fantasia, droidi, astronavi e spade laser rendere tutto pulito e colorato, senza un granello di polvere, è la scelta estetica più ovvia.

Viceversa, i nuovi episodi, Il Risveglio della Forza e Rogue One, stanno usando un colpo d’occhio molto più old school, ancorando queste storie epiche e mitiche a un terreno più vicino a noi che sediamo in sala, che in questo modo diventiamo spettatori ancora più privilegiati. La fotografia giusta può fare molto del prodotto finale, è l’unico vero 3D che funzioni: la stessa scena può essere girata in molti modi diversi, al punto che alla fine non sarà neanche più la stessa. I buoni dialoghi ce li ha anche la radio o un libro, il primo vessillo del Cinema è l’immagine. La sequenza del trailer di Rogue One col Caccia Stellare che esce dall’oscurità è una di quelle cose che, per un non fan come me, danno ancora senso a Star Wars.

Star Wars Rogue One Il Risveglio della Forza  Da Il Risveglio della Forza a Rogue One, lode al nuovo look di Star Wars star wars

Ricordarselo può essere utile soprattutto quando la storia che ci raccontano nasce già vincolata dalla tradizione, specialmente in un prequel. In Rogue One vediamo luci all’apparenza meno studiate, che sanno di tutto meno che di green screen, con un aspetto naturale e imponente, con maggiore profondità dello sguardo e una sana contraddizione in cerca di una risoluzione.

Come anche paiono in calo i mostri e le altre creature spesso interamente digitali che abbiamo visto nei film precedenti. Come per i capitoli più adulti di Harry Potter, ormai credo siamo tutti d’accordo che a un certo punto levare dalla scena certi elementi non può che giovare, e che non sta in quelli l’aspetto bigger than life che tanto ci piace. Speriamo che mantengano questo look anche per Episodio VIII. Nel frattempo beccatevi C2-B5, la versione Impero di R2-D2. Dite ciao.

Star Wars Rogue One Il Risveglio della Forza  Da Il Risveglio della Forza a Rogue One, lode al nuovo look di Star Wars 1494204

Guardare Looper e gasarsi per Star Wars episodio VIII

Devo ammettere che il mio interesse per il nuovo corso di Star Wars si è affievolito dopo la visione de Il Risveglio della Forza. Non perché non sia stato all’altezza delle mie aspettative, tutt’altro ma, come un marinaio dopo lunghe odissee, mi interessava solo rivedere terra all’orizzonte, non esplorarla. Episodio VII, diretto da J.J. Abrams, è stato un decollo di successo, ha riacceso il fuoco, ha riaperto i giochi. Ma per quel che mi riguarda, soddisfatto a fine visione, li ha anche chiusi.

Il solito discorso, se una saga ha troppi film in programma io perdo interesse. Ora, Episodio VIII sarà scritto e diretto da Rian Johnson. Non mi era dispiaciuta la notizia, ma neppure aveva modificato la mia attitudine. Per me la sfida era circoscritta al nuovo inizio. Poi ho rivisto Looper, al momento l’ultimo film di questo giovane e talentuoso regista, e ho capito che il suo nome non è stato solo una scelta opportuna, ma vincente, suggestiva, stimolante.

Looper è fantascienza di alto livello che abbraccia il noir e il western a seconda dei momenti, e vedere una simile antologia del Cinema americano riprodotta e integrata all’interno di uno Star Wars sarebbe un sogno senza ritorno. Non c’è falla di sceneggiatura che possa affossare un prodotto così umanistico e avvincente, di così ampio respiro. Non è la trama in sé a rendere grande un film, ancora meno se ogni scena è lavorata con calma e cura, ancora meno se i personaggi parlano ma non straparlano: quando entra in scena Emily Blunt, per l’occasione bella fino allo stordimento, che si siede in veranda e finge in silenzio di fumare una sigaretta lo spettatore capta qualcosa che è più di un’informazione, qualcosa di non necessario, quindi un regalo, uno dei tanti che Looper contiene.

Star Wars Episodio VIII  Guardare Looper e gasarsi per Star Wars episodio VIII file 567376 looper international trailer 06272012 184921

Quanto è bello giocarsi un film tra attori di questo calibro. Joseph Gordon Levitt e Bruce Willis si dividono lo stesso ruolo e proprio per questo la loro mancanza di empatia reciproca è un paradosso da cui si esce lobotomizzati; nessuno prevarica nessun’altro e tutti servono il film, dando il meglio possibile. Violenza, spettacolo, atmosfera, e l’attitudine a rendere i personaggi indispensabili, a farci tenere a loro, a creare piccoli momenti caratteristici. Looper non va mai in overdose di plot, lasciando tempo ai dettagli per emergere mano a mano che la storia, e soprattutto il mood, li richiedono.

Il passo da Looper, o anche Brick (suo primo lungometraggio), a Star Wars è così grande che non può non venire la curiosità di sapere come si risolverà. Voglio dire, Abrams ha talento ma veniva comunque dagli Star Trek, qui invece nessuno ha mai visto Johnson alle prese con una produzione stratosferica, ed è molto difficile credere che si lascerà alle spalle tutta questa sua ingombrante autorialità. Inoltre, il secondo capitolo di una trilogia spesso è quello in cui si ha più libertà creativa, e a volte diventa il più dark: pensate a Indiana Jones, a Ritorno al Futuro e al Cavaliere Oscuro. Johnson è ancora di più l’uomo giusto al posto giusto.

Ciò non significa che sia in ansia per Episodio VIII. Il mi distacco è rimasto invariato, con la differenza che ho gustato più a fondo un film che avevo già visto ma di cui non avevo apprezzato a pieno tutte le qualità. Quindi no, non sono un fan di Star Wars, ma per assurdo credo fermamente che dopo l’ottimo capitolo di Abrams ci aspetti con tutta probabilità il vero gioiello della saga, quello da tramandare ai posteri prima di ogni altro, quello che sarà salutato come un capolavoro e premiato da critica e pubblico al di là di ogni ragionevole dubbio. E io lo guarderò come un film unico, in tutti i sensi.

Star Wars Episodio VIII  Guardare Looper e gasarsi per Star Wars episodio VIII Joseph Gordon Levitt in Looper

Star Wars: Episodio VII – Il Risveglio della Forza – Recensione

Mettete in fila i più grandi villain della saga: Darth Maul, Palpatine, Darth Vader…tutti quanti, e se volete metteteci pure i cattivi di altri mondi narrativi che non c’entrano niente, e magari anche qualche celebre dittatore sanguinario della Storia, quella vera. Sommateli tutti e non vi sarete neppure avvicinati alla potenza oscura del vero grande nemico da sconfiggere: la trama.

O meglio una certa concezione di essa. Una concezione per cui, se il nuovo Star Wars racconta una storia a grandi linee molto simile al primo film del ’77 allora il tutto si risolve in un’operazione inutile, in una sorta di remake non dichiarato nell’ accezione più negativa del termine, perseguendo il deprecabile fine della sicurezza a tutti i costi. Ma il Cinema, come la vita, è fatto di dettagli. Infiniti, cruciali, insospettabili. Star Wars – Il Risveglio Della Forza non è un film di trama, nessuno degli Star Wars lo è mai stato. Se c’è un’influenza negativa che le serie tv stanno avendo sul Cinema è proprio il condizionamento a vedere tutto in chiave cronachistica, qualcosa del tipo “in che direzione va questa storia?”. Ma la domanda giusta è “in che modo lo fa?”

Star Wars – Il Risveglio della Forza lo fa bene, per varie ragioni. Non solo le belle scelte del casting, non solo il giusto peso al ritorno degli eroi classici, non solo lo spirito ben bilanciato tra dramma, azione, avventura e comicità; ma perché, soprattutto, è un film di scene, di momenti. Non di trama. J.J.Abrams sa che una stessa sequenza la puoi girare in mille modi, ma che solo alcuni di questi portano valore al film. E sa anche che una pagina dello script non è un passaggio obbligato verso la successiva, ma un’occasione di rendere speciale un minuto di girato in più. Poi, grazie al cielo, ci mette anche un colpo d’occhio che la serie semplicemente non ha mai avuto prima.

Star-Wars-The-Force-Awakens-Kylo-Ren  Star Wars: Episodio VII - Il Risveglio della Forza - Recensione Star Wars The Force Awakens Kylo Ren

Se tanti passaggi hanno battute frizzanti e caratterizzanti anche se non strettamente necessarie al dipanarsi degli eventi, se il solito rituale duello a spade laser diventa tutto tranne che solito, è solo perché dietro c’è un regista che non spreca il mezzo cinematografico, ma lo investe totalmente per incassare cento volte tanto. Abrams non filma una sceneggiatura, ma trasforma una sceneggiatura in un film, con inquadrature carismatiche e potenti e una beatitudine di colori, arrembando a destra e a manca con un corredo di sonorità impressionanti e lanciando sguardi languidi ai boschi innevati, ai relitti, ai deserti e allo Spazio. Ogni fotogramma scoppia di salute, tutto è mobile e scorrevole, l’azione è solo un flusso impetuoso che trascina tutti gli altri elementi, senza mai affogarli.

Certo, uno script meno denso e più suggestivo lo avrebbe elevato a capolavoro del genere, mentre dobbiamo accontentarci “solo” del miglior episodio della saga o giù di lì. Ma Il Risveglio della Forza è tutto tranne che un film altezzoso. Non solo perché i suoi difettucci qui e là li ha, forse il maggiore dei quali è quello di non aver provato a trascendere un po’, ma anche perché è la dimostrazione di come avere le giuste intenzioni garantisca almeno parte del risultato. Il resto lo fa il coraggio di poche ma determinanti scelte su personaggi e attori, una su tutte quella di avere una ragazza come prima protagonista, segno dei tempi che cambiano ma, ancora più interessante, conferma dell’autorialità di quel romanticone di Abrams.

Questo è Il Risveglio della Forza, un blockbuster nuovo di zecca che ama i suoi attori e il suo pubblico, che promette un futuro ma resta concentrato sul presente, che è sia tradizione che novità. Ma questo è soprattutto Star Wars, al suo meglio.

NEs5v0pkAua7uA_2_b  Star Wars: Episodio VII - Il Risveglio della Forza - Recensione NEs5v0pkAua7uA 2 b

Star Wars/Rocky, destini incrociati

Tanto tempo fa, in una periferia lontana lontana…

Lasciate perdere James Bond, che ha avuto troppe incarnazioni e stili differenti. Se volete conoscere le due facce più fidelizzanti e complementari del Cinema dovete rivolgere lo sguardo a queste due serie parallele ormai prossime ad avvicinarsi di nuovo, pur senza mai convergere.

Rocky è un film del 1976, il che vuol dire che sta per compiere quarant’anni. Ma, a differenza di tanti film che invecchiano e basta, il capolavoro ideato da Sylvester Stallone ha procreato cinque sequel e appiccato un culto inestinguibile.

Star Wars – Una nuova speranza è del 1977. Inutile soffermarsi sulle scie di fuoco che ha tracciato lungo i decenni successivi, simili a quelle della Delorean, e che conducono dritti dritti fino a noi, con il nuovo episodio ormai a un tiro di schioppo e la promessa di una serialità imminente e già programmata.

01  Star Wars/Rocky, destini incrociati 01

Così, Star Wars – Il Risveglio della Forza sta per arrivare nei Cinema. Ma anche Creed, spin-off di Rocky che però contiene anche Rocky in persona, sta per sbarcare nelle sale. E per entrambi i brand questo è il settimo appuntamento.

Sembra impossibile paragonare una space opera, assurta a simbolo del Cinema popolare ad alto budget, con la parabola, tutta strade della suburbia e palestre puzzolenti, di un pugile estratto a sorte dal sogno americano un attimo prima di precipitare per sempre nell’oblio. Ed è impossibile, infatti. Ma le somiglianze sono numerose. Luke Skywalker non viene “selezionato” in modo altrettanto provvidenziale dal suo tranquillo e noioso ménage familiare, prima di essere catapultato nell’avventura?

Per non parlare del legame tematico tra le due saghe: quello di due personaggi, Luke e Rocky, che pensano di non valere nulla, fino a che non scoprono di essere parecchio speciali. Entrambe storie dotate di feticci potenti, che siano le spade laser o i calzoncini a stelle e strisce, e di immagini iconiche a cascata. Facile a prevedersi per gli scenari galattici di Lucas, un po’ meno per il degrado urbano del minimalista Stallone, almeno fino a quando non ha trasformato il suo romantico boxeur in uno spacca-giganti, quasi in grado di porre fine da solo alla Guerra Fredda.

E non vogliamo certo tralasciare l’importanza delle rispettive colonne sonore. Va bene che Star Wars muove un giro di miliardi che sta in una galassia tutta sua, ma se dovessimo scegliere sapremmo davvero dire quale tra il tema classico di John Williams e Gonna Fly Now sia diventato il più celebre e riconoscibile, o quale sia stato montato più volte sui servizi delle più svariate trasmissioni televisive?

Anche nel loro imminente ritorno sembrano esserci rilevanti analogie. Per la prima volta infatti, le due creature si propongono al pubblico dopo un cambio del reparto creativo: Lucas ha lasciato il timone alla Disney e a J.J. Abrams, Stallone in Creed recita e co-produce ma non lo ha né diretto né scritto.

rocky-4-gloves  Star Wars/Rocky, destini incrociati rocky 4 gloves

Sia Sly che Harrison Ford, gloriosi veterani, tornano in scena per fare da padrini a personaggi giovani e nuovi di zecca e, a occhio, è probabile che all’interno dei rispettivi film avranno più o meno la stessa rilevanza. Come anche è ovvio che la mitologia del passato sarà parte integrante del nuovo tessuto narrativo, con richiami anche molto diretti già sbandierati nei trailer. Per non parlare di come, potenzialmente, Creed potrebbe lanciare una nuova serie di episodi allo stesso modo de Il Risveglio della Forza, ponendosi entrambi come un nuovo inizio e un punto di svolta per riaffermare il mito nella contemporaneità.

Tutto questo non certo per mettere Star Wars contro Rocky! Anzi è probabile che i rispettivi fandom siano largamente sovrapponibili. No, questo post era per celebrare due leggende proprio alla vigilia del loro ritorno in quello che si spera sia un vero trionfo, specialmente a livello artistico. Le recensioni di Star Wars ancora non ci sono, quelle di Creed gridano al filmone. Natale si avvicina, speriamo ci facciano un bel regalo, anzi due.

“Episodio VII: il Risveglio della Forza sarà il miglior Star Wars!” – “E allora???”

Scommetto che nessuno di noi è ignaro delle dinamiche più basilari del marketing, per cui quando hai un nuovo prodotto in arrivo devi mostrarti più che mai convinto della sua buona riuscita. A Hollywood questo meccanismo è parte integrante dello show business e, per quanto consapevoli, ci sono dei casi in cui allo slogan vogliamo crederci più che mai. E a volte facciamo bene.

Drew Struzan, leggendario artista a cui si devono celebri poster di film anni ’80, ha detto la sua sul nuovo episodio di Star Wars, Il Risveglio della Forza. Avendo visto circa metà film e avendo letto la sceneggiatura, Struzan ha dichiarato che questo, probabilmente, sarà lo Star Wars migliore di tutti. Posto che non c’era certo bisogno di attizzare ulteriormente il fuoco delle legioni di fan in tutto il mondo, l’unica possibile risposta che mi viene è: e allora?

star_wars_33853  "Episodio VII: il Risveglio della Forza sarà il miglior Star Wars!" - "E allora???" star wars 33853

Non c’è film al giorno d’oggi che abbia bisogno di essere veramente bello per sbancare i botteghini, e anzi le top ten degli incassi sono dominate da blockbuster per lo più mediocri e serializzati fino al midollo. Il pubblico è in grado di mimare il labiale dei dialoghi già alla prima visione e il massimo della vita, per molti spettatori, è scoprire se del franchise di turno faranno solo sei film o arriveranno a dodici. Non ci vuole molto a spiccare in un simile panorama. Ma, soprattutto, il nuovo Star Wars non potrà mai competere coi tuoi dieci anni.

Non è una gara tra due film, ma tra un film nuovo di zecca e un altro a cui hai legato la spensieratezza, sia pure un po’ ritoccata in post-produzione da strani trucchi della memoria, di un’epoca ormai antica. Voglio dire, George Lucas quasi 40 anni fa scrisse “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…” La vecchia trilogia, nel tempo, è molto lontana. Il Risveglio della Forza invece è una galassia vicina vicina, e quindi molto meno affascinante.

Se lo chiedete a me, non ho dubbi che questo possa essere il capitolo migliore. Il trailer è bello, J.J. Abrams è un talento sia con le immagini che nella direzione degli attori e, col suo approccio a base di effetti pratici, metà della riuscita è già garantita. Inoltre, per quanto ci possano piacere gli altri episodi, difficile credere che non si possa fare anche di meglio, no? Ma l’amore che si prova per un film o per una saga, in cui milioni e milioni di persone hanno ambientato così a lungo i propri sogni (e Star Wars è forse il più grande sogno condiviso della Storia del Cinema) e speranze, non è la somma algebrica dei suoi pregi e difetti. Ed è giusto che sia così. Il Cinema di per sé non è così interessante, ciò che conta è cosa le persone vedono in esso.

jedi6  "Episodio VII: il Risveglio della Forza sarà il miglior Star Wars!" - "E allora???" jedi6

Quindi accettiamo il fatto che esiste una battaglia, più sentimentale ed esistenziale, il cui esito difficilmente potrà riservarci sorprese anche se a molti, me per primo, piacerebbe. Certi film entrano nel cuore della gente, ed è una magia molto più importante di un giudizio accademico e obiettivo. Ma, allo stesso tempo, si raccomanda una grande apertura mentale, che ci permetta di apprezzare Il Risveglio della Forza qualora si rivelasse all’altezza delle ciclopiche aspettative del mondo intero; nel qual caso, non riconoscerne la grandezza sarebbe un errore madornale.